| BISIGNANO/ CITTADINI DAL SINDACO |
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| Scritto da Ermanno Arcuri |
| Lunedì 12 Luglio 2010 20:03 |
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BISIGNANO. Continua l’estate torrida non solo climaticamente, perché i problemi sono tanti e si acuiscono ogni giorno di più. Se la gente si trova compatta affinché si riapra il convento di sant’Umile, un altro problema che si trascina da molto tempo e ancora non risolto fattivamente è il depuratore. Sembrava cosa fatta per la chiusura, invece, c’è da attendere ancora. Ieri si sono recati una quarantina di bisignanesi in municipio per incontrare il primo cittadino, Umile Bisignano, per chiedere lumi sulla situazione, che se in un primo momento sembrava si risolvesse a breve in modo definitivo, hanno avuto ulteriore sorpresa. A Mario Palermo - come asserisce - e agli altri, viene comunicato che l’azienda Consuleco, continua a gestire la depurazione anche dopo la sentenza del Tar, che ha dato ragione ai cittadini e quindi al comune, ma per il fatto che la stessa Consuleco si è appellata al Consiglio di Stato, si prolunga l’attesa per le famiglie che lamentano il nauseabondo odore proveniente dagli impianti specie in queste ore con il caldo che costringe a tenere le imposte aperte per promuovere della ventilazione nelle abitazioni.
Dopo le varie proroghe che facevano presagire sarebbe stato impiegato per smantellare l’impianto privato, ciò non è avvenuto, continuando a gravare una situazione ancora tutta da decidere. Non lo è per l’amministrazione, con il sindaco, che ha ribadito di stare con i suoi concittadini, ma Palermo, che parla a nome degli altri, non si capacita sul fatto che c’erano delle promesse sbandierate di chiusura senza ulteriori prolungamenti dopo le proroghe, proprio per dare modo alle annunciate affermazioni che l’impianto privato si sarebbe spostato in altro sito di un comune della zona. Fa rilevare sempre Palermo, che l’impianto privato non ha nulla da spartire con quello pubblico, perché se ci si appella alla nuova convenzione stipulata dall’Ente con l’azienda Smeg del Lazio, per ciò che concerne la depurazione pubblica, si deve attuare subito la chiusura di quella privata, come era ed è volontà nel non aver rinnovato la convenzione scaduta mesi addietro. I cittadini sono più che mai agguerriti e non ne vogliono più sapere di pazientare ancora, si chiedono quale sarà il giorno giusto perché si possa risolvere un problema che li angustia e che ha sconvolto la loro stessa esistenza.
Ermanno Arcuri |


