| BISIGNANO/ RICHIESTA CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE E MOZIONE DI SFIDUCIA |
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| Scritto da Ermanno Arcuri |
| Lunedì 20 Febbraio 2012 23:05 |
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BISIGNANO. Siamo alle comiche finali? Se lo chiedono in tanti che seguono le vicende politico-amministrative della città. A pochi mesi alla chiamata degli elettori a rinnovare il consiglio comunale, ci pensano alcuni firmatari che nel consesso già ci sono per richiamare l’attenzione a quello che si annuncia l’assise più importante dell’intero quinquennio. A chiedere questo consiglio sono i consiglieri di minoranza: Francesco Fucile, Elio Rago, Francesco Attico, Antonello Gallo, Esposito Pietro, Sandro Vilardi, Roberto Cairo e Franco Russo, per sollecitare l’amministrazione a prendere atto che i problemi della città non sono affatto risolti e soprattutto, come affermano gli stessi firmatari, discutere sulla situazione politico-amministrativa della città e sulla mozione di sfiducia nei confronti del sindaco e della sua giunta municipale. Cosa è cambiato in questi ultimi giorni? Che la maggioranza ha perso l’assessore al bilancio, Arturo Vilardi e il consigliere Luca De Bonis, pur dando la delega a Michele Astuni quale nuovo assessore. Questa situazione mette in crisi il sindaco Umile Bisignano, che deve far quadrare i conti non solo con il bilancio e con i servizi da erogare ai cittadini, ma anche con chi sostiene la stessa maggioranza. Colloqui privati intercorsi in queste sere addietro, sempre più serrati, cercano di ricucire in parte lo strappo, ma i firmatari della sfiducia sono sempre più convinti che nonostante mancano pochi mesi alla fine del mandato, non ci sono più le condizioni per governare la città. E quindi, si prende atto che la città è in uno stato di crisi economico-sociale e culturale, per l’inconcludenza dell’azione politico-amministrativa e per l’eccessivo personalismo del sindaco. Inoltre “le scriteriate e autoritarie scelte amministrative – si legge nella mozione di sfiducia – di cui il sindaco porta per intero la responsabilità hanno causato il fallimento del progetto politico, che questa maggioranza non ha avuto la capacità di affrontare e risolvere i problemi più urgenti, né di individuare e proporre soluzioni concrete e tangibili, prima fra tutte la chiusura da due anni del santuario di sant’Umile”. Nel documento si prende atto anche della mancata realizzazione del PSC, dell’apertura dei musei di liuteria e arte sacra, il ritardo insopportabile delle opere pubbliche i cui lavori sono fermi da mesi, il mancato rapporto con le associazioni culturali presenti sul territorio, indebolendo quelle che sono le tradizioni locali, con manifestazioni di livello regionale che ormai non si effettuano più. Si obietta all’amministrazione anche il mancato rapporto con il personale comunale sfiduciato e disilluso, la mancata possibilità di predisporre il tanto conclamato concorsone di assunzione Lsu-Lpu. “Sempre più il sindaco barricato in un meccanismo autoreferenziale – conclude il documento - si mostra incapace di un colloquio vero con molti dei suoi collaboratori, con i consiglieri di minoranza e la stessa cittadinanza”. Quindi, il sindaco sarebbe incapace per i firmatari del documento, di attivare un’azione di governo efficace e che la stessa amministrazione rimane in carica grazie al sostegno di persone elette nelle file dell’opposizione. Ermanno Arcuri |



