Home - Politica - Arberia - Trebisacce/ Il silenzio dei partiti Domenica 05 Febbraio 2012
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Trebisacce/ Il silenzio dei partiti E-mail
Scritto da Pino La Rocca   
Domenica 17 Gennaio 2010 12:54
TREBISACCE Nonostante l’approssimarsi di una competizione elettorale importante come quella regionale ed una rincorsa già avviata per accaparrarsi qualche comoda poltrona da parte dei potenziali candidati, i partiti politici nella cittadina jonica continuano a dormire sonni tranquilli ed a sbalordire per l’assordante silenzio. Timidi segnali di esistenza solo da qualche gruppo o partito minore, come l’UDC, o il neo-nato partito Sinistra-Ecologia e Libertà. I partiti maggiori invece, sia di destra che di sinistra, restano in prolungato letargo, cosicchè il dibattito politico langue da tempo. Né contribuisce ad animarlo la condizione “civica” dell’amministrazione comunale guidata da Mariano Bianchi, interessata del resto a non agitare lo stato di stagnazione del dibattito politico. E’ il segno che tutto va bene o, come sembra più probabile, nessuno vuole agitare le acque per non alterare i precari equilibri esistenti e si preferisce stare alla finestra per vedere come evolve la situazione? Non bisogna meravigliarsi poi, se durante la campagna elettorale Trebisacce e l’Alto Jonio diventano terreno di conquista per esponenti politici “alieni”, che vengono da lontano e superano il Crati solo per fare incetta di voti da capitalizzare altrove, mentre l’Alto Jonio rimane come sempre scoperto di qualsivoglia rappresentanza politica. Per la verità ci hanno provato di recente i Socialisti a stimolare una riflessione all’interno del centrosinistra, provando a dare una scrollatina al PD, a stimolarlo a dare segnali di vita, a prendere posizione ed a venire allo scoperto nei confronti dell’esecutivo comunale da essi ritenuto sempre più pendente a destra. Ma il PD, nonostante abbia un organismo strutturato, con un segretario ed un direttivo abbastanza pletorico, non ha dato segnali di vita: non è riuscito a distanza di quasi tre anni a trovare una via d’uscita ed a risolvere l’anomalia dei suoi rappresentanti in Consiglio (due in maggioranza ed uno in minoranza). Per la verità non ci ha neanche provato. Non c’è il rischio, sostiene qualcuno degli iscritti, che mantenendo a lungo e per scelta un profilo basso, non ci si candidi anche questa volta a rimanere nelle retrovie e ad occupare ancora una volta posizioni di rincalzo? Sarebbe un peccato, sostengono ancora parte degli iscritti, perché si tratta di un partito nato dalla fusione di due soggetti politici (DS e Margherita) che nella cittadina jonica vantano una lunga storia ed un consenso abbastanza consolidato.
Pino La Rocca
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