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MONTEGIORDANO/ IL CONSIGLIERE REGIONALE GIANLUCA GALLO DENUNCIA I GRAVI RITARDI DELL’APERTURA DELLE GALLERIE E-mail
Scritto da Alessandro Alfano   
Venerdì 03 Settembre 2010 17:00
Il centro abitato di Montegiordano marina, attraversato dalla strada statale 106 jonica per circa due chilometri, continuerà ancora ad essere aggredito dai gas asfissianti provenienti dai tubi di scappamento  delle auto in transito e dall’inquinamento acustico. Un budello che da un secolo e forse anche più che non si riesce ad eliminare. Quando, nel 1996 il compartimento Anas di Catanzaro consegnò i lavori delle gallerie che bypassavano il centro abitato alla ditta romana Ferro Cementi Recchi Spa, fu una festa generale di politici che si attribuivano il merito. Nulla faceva presagire che quella “tela di Penelpone” durasse tanti anni. Il budello, purtroppo, è ancora lì che attende di essere eliminato nonostante le assicurazioni, prima del ministro Antonio Di Pietro  e poi del ministro Matteoli. La vergogna senza fine e senza limiti è presente agli occhi di tutti. Ora è la volta del consigliere regionale Gianluca Gallo che con tono perentorio e minaccioso scrive all’Anas : «Aprire subito al traffico le gallerie di Montegiordano. Inaccettabili altri ritardi». Sicuramente verrà addotta altra assurda spiegazione probabilmente riconducibile ad una o più varianti diventate una costante che accompagnano i lavori Anas e non solo. Il consigliere regionale dell’Udc, Gianluca Gallo, presidente del Comitato regionale di controllo contabile,  conosce bene lo stato di questi lavori per essere stato, tra l’altro, presente  con il viceministro delle infrastrutture e trasporti Mario Tassone e dei sottosegretari Jole Santelli e Guido Viceconte nonché dell’assessore regionale Giovanni Dima e del senatore Gino Trematerra, nel luglio del 2001 quando venne abbattuto l’ultimo diaframma. Tutte le previsioni fatte in quell’occasione sono andate a carte quarantotto. Notevoli sono e saranno ancora i disagi che dovranno affrontare gli automobilisti nell’attraversare il centro abitato di Montegiordano. Vedremo cosa risponderà l’Anas al consigliere regionale Gallo che così continua la sua lettera: «Il progetto esecutivo dell’opera  risale al 1996. Due anni dopo furono aggiudicati i lavori, che nel luglio 2001 permisero l’abbattimento dell’ultimo diaframma. Da allora poco o niente, sebbene i lavori di ammodernamento e ampliamento della statale ionica siano ritenuti di particolare interesse soprattutto per la posizione strategica di cerniera e collegamento fra le regioni Puglia, Basilicata e Calabria». Aggiunge l’esponente dello scudocrociato: «Nel 2006, l’allora ministro alle infrastrutture Antonio Di Pietro appalesò la necessità di nuovi interventi di adeguamento tecnologico, assicurando che nel volgere di un anno gli stessi sarebbero stati portati a compimento. Così, per come di tutta evidenza, non è stato, dal momento che appena lo scorso dicembre, in risposta ad una nota della Direzione generale del ministero, proprio l’Anas informava che i lavori sarebbero stati ultimati nel giugno del 2010 senza necessità di interventi strutturali, risultando le gallerie regolarmente collaudate e perfettamente idonee ad accogliere il traffico pesante e leggero». Conclude il consigliere regionale centrista: «Gravi e pesanti sono i disagi che, a causa di questo stato di cose, si ripercuotono sui cittadini e, in particolare, sulle popolazioni della zona. Ragion per cui diffidiamo l’Anas a rispettare gli impegni assunti, anticipando sin d’ora che in caso contrario faremo ricorso a tutti gli strumenti che la legge pone a nostra disposizione per tutelare, eventualmente anche in sede giudiziaria, gli interessi del territorio». La questione, annuncia inoltre Gallo, «diverrà altresì oggetto di un’interrogazione consiliare che a breve presenterò per chiedere al Governo regionale di attivarsi per la pronta e positiva risoluzione della problematica».
 
ALESSANDRO ALFANO
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