Home - Politica - Alto Jonio - "Chidichimo", delusione, sfiducia e rabbia Venerdì 10 Febbraio 2012
Banner
"Chidichimo", delusione, sfiducia e rabbia E-mail
Scritto da Pino La Rocca   
Giovedì 02 Settembre 2010 09:12
TREBISACCE Delusione, sfiducia e rabbia ma anche tanta voglia di lottare per tentare di salvare l’ospedale da quella che ormai appare una chiusura quasi scontata. Questi gli stati d’animo registratisi nel corso della grande assemblea tenutasi ieri mattina al “Chidichimo” promossa dal consigliere regionale Mario Franchino proprio per fare il punto sulla situazione e per rimodulare la strategia di lotta dopo che a Montegiordano il governatore Scopelliti in pratica ne ha intonato il “de profundis”. Sull’assemblea gravava peraltro il turbamento per l’ennesima disgrazia costata la vita alla povera romena anche per disfunzioni organizzative da imputare a quanti hanno in mano le sorti della sanità. Disfunzioni, è stato detto, destinate a moltiplicarsi se l’ospedale sarà chiuso o fortemente ridimensionato. Questo però è un rischio molto incombente e questo l’hanno capito tutti. Nessuno però, convinto della legittimità delle rivendicazioni, è disposto ad accettare un’ingiustizia così evidente, tanto che in certi momenti si è finito per litigare come i polli di Renzo, dimenticando di avere un obiettivo comune. «E’ il momento di stringere le fila e di rimanere uniti, altrimenti la partita la perdiamo». Ha detto Mario Franchino a un’assemblea molto movimentata e vivace, passata attraverso momenti di alta tensione. Sì perché, anche se l’interesse a favore della salvaguardia dell’ospedale è comune, le posizioni e soprattutto le strategie di lotta sono sembrate molto diversificate e spesso contrastanti tra loro. Oltre a Franchino promotore dell’incontro ed al dottor Leonardo Odoguardi sempre presente e in prima linea, erano presenti molti dei 17 sindaci o loro delegati (assenti il sindaco di Trebisacce o un suo delegato e tutte le OO.SS.), i tre consiglieri provinciali Melfi, Mundo e Ranù, i rappresentanti delle associazioni e gran parte del personale sanitario, che ha manifestato tutto il proprio disappunto e la propria rabbia perché si sente sempre più disarmato rispetto alle esigenze del territorio. Molta rabbia dunque, molta vis polemica, ma nessuna autocritica. Eppure ce ne sarebbe tanto bisogno. Sul banco degli imputati è finita solo la politica ed i suoi referenti, quelli del passato e quelli del presente. «Il tempo della diplomazia è finito da tempo. E’ il momento di dare voce alla piazza per azioni eclatanti. Se non siete in grado di tutelare la salute dei vostri cittadini – è stato rimproverato ai sindaci da parte di molti – dimettetevi in blocco. Scollatevi dalla poltrona, andate dal Prefetto e consegnate la fascia tricolore come avevate solennemente promesso…». A Mario Franchino, politico di lungo corso, che vede nel gesto dei sindaci solo l’estrema “ratio” e insegue tenacemente il percorso istituzionale, il compito di rasserenare gli animi e di tracciare un crono-programma sul quale alla fine si è trovato l’accordo: nelle prossime ore i sindaci si incontreranno e chiederanno un incontro a Scopelliti. Se i sospetti circolati finora si dovessero materializzare, si darà vita, tutti insieme, ad una nuova stagione di lotta che non escluderà nulla e che finirà sulle barricate.
Pino La Rocca
Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com
 
Copyright © 2012 Nuova Sibaritide quotidiano online della sibaritide, del Pollino e della valle del Crati. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.