| Trebisacce/ Si discute sulle dimissioni dei nove consiglieri |
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| Scritto da Pino La Rocca |
| Mercoledì 08 Febbraio 2012 23:03 |
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TREBISACCE Continua a far discutere in paese l’iniziativa dei nove consiglieri (5 di Minoranza e 4 di Maggioranza) che, con le loro contemporanee dimissioni, hanno sfiduciato il sindaco Bianchi a pochi mesi dal voto, aprendo così la strada del comune al commissario prefettizio, la qual cosa rappresenta una novità finora inesplorata per la cittadina jonica. Per la verità, che le cose non andassero bene all’interno della squadra di governo era cosa ormai nota a tutti ma nessuno aveva messo in conto che la consiliatura si potesse interrompere tre mesi prima del voto e che quella Maggioranza, che pure aveva vinto le elezioni con largo margine, andasse in frantumi così rumorosamente lasciando per strada tante macerie. Oltre all’aspetto politico, che per la verità non è mai stato il forte della squadra di Bianchi, rischia infatti di rimanere compromesso il rapporto personale, la qual cosa rischia di proiettarsi sulla prossima campagna elettorale. Da qui il rischio, come sostiene qualcuno, che le Amministrative già calendirazzate per il 6/7maggio 2012 possano slittare all’autunno o addirittura all’anno prossimo per consentire il necessario rasserenamento del clima politico. Intanto negli ambienti politici si registrano le prime reazioni: «E’ triste – scrive con un pizzico di ironia il consigliere comunale dell’UDC Giuseppe Tarsitano rimasto fuori dalla mischia - dover prendere atto che la “primavera trebisaccese” sia finita anche per mano di quattro consiglieri di una Maggioranza nella quale il popolo trebisaccese aveva riposto grande fiducia per il rilancio di un territorio rimasto fermo per troppi anni. E’ vero – continua l’ex assessore all’Urbanistica – che in seno alla Maggioranza ci sono sempre state discussioni accese, ma si è sempre cercata la sintesi…per il bene di Trebisacce». Poi Tarsitano ricorda la propria dura dialettica col sindaco Bianchi e l’esperienza di assessore “sfiduciato” dallo stesso sindaco solo per aver rinunciato all’indennità. «Il sindaco Bianchi – aggiunge l’architetto Tarsitano – forse ha pagato qualche eccesso di decisionismo consigliatogli da qualche “vassallo di corte” che perseguiva interessi personali, ma è comunque difficile comprendere queste dimissioni di massa a tre mesi dal voto ed è difficile far capire alla gente che il sindaco non è più adeguato al compito dopo averlo sostenuto per 5 lunghi anni. Ci vuole serietà e bisogna essere rispettosi dei cittadini ed il confronto in ogni caso doveva avvenire nelle sedi istituzionali…Per questo motivo – conclude Tarsitano – investirò la segreteria provinciale dell’Udc, al fine di individuare l’azione politica da intraprendere per il futuro per non disperdere il grande consenso avuto dal partito nel corso delle ultime consultazioni». Intanto, a margine delle reazioni politiche, va segnalata una lettera scritta dal capogruppo socialista Rocco Soldato al Prefetto, per metterlo in guardia da possibili colpi di mani dell’ultimo momento. Pare infatti che il sindaco Bianchi abbia surrogato, in extremis, con la nomina di Vincenzo Grillea e Carmine Greco, 2 degli assessori dimissionari e tenuto una Giunta quando i nove consiglieri si erano già dimessi, «per adottare – scrive Soldato a S.E. il Prefetto – Delibere prive della necessità e dell’urgenza… per cui, qualora siano state adottati atti indifferibili e urgenti, si chiede sin da ora di volerne disporre la revoca». Detto questo, Soldato invita il Prefetto «a sollecitare il segretario comunale a comunicare le rassegnate dimissioni dei 9 consiglieri» e…, «considerato che il consiglio comunale è sciolto, ad emettere al più presto il Decreto di nomina del commissario prefettizio per impedire violazioni di legge con l’adozione di atti amministrativi con chiaro intento clientelare o speculativo…». Pino La Rocca |



