| Allarme al "Chiudichimo" |
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| Scritto da Pino La Rocca |
| Martedì 31 Gennaio 2012 18:04 |
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TREBISACCE Allarme dall’ospedale “Guido Chidichimo” che da qualche giorno, a causa della rottura contemporanea delle due Tac di Rossano e Corigliano, è diventato il terminale di una serie interminabile di ricoveri, anche con “codice rosso”. La qual cosa, come è facile immaginare, allunga pericolosamente i tempi dell’intervento perché costringe i poveri pazienti a lunghe e pericolose peregrinazioni da un ospedale all’altro; mette inoltre a dura prova l’insufficiente personale sanitario del “Chidichimo” che, per la cronaca, svolge servizio solo durante di giorno, e di notte è solo reperibile, ma che, in ogni caso, dimostra che, nonostante tutto, il “Chidichimo” non è uno degli ospedali di periferia, da qualcuno definiti “della morte”, ma svolge un ruolo importante nell’economia della sanità della Sibaritide e di tutta l’Asp di Cosenza e bene farebbero i dirigenti regionali della sanità a vagliare bene la situazione prima di chiuderlo e prima di esporre la gente ad un vero e proprio calvario alla ricerca di un posto-letto, o di una Tac. A questo proposito sono sintomatici, tra gli altri, due casi capitati nelle ultime ore a cittadini di Rossano: quello di un paziente investito, intorno alle 20.30 di domenica, da un’auto mentre lavorava e costretto a girovagare per mezza Provincia prima di avere una diagnosi precisa sulle sue condizioni fisiche: in Ambulanza (pare senza medico a bordo, ma con un solo infermiere oltre all’autista) da Rossano (dove era rotta la Tac) a Trebisacce, da Trebisacce, vista la presenza di lesioni cervicali, a Cosenza per essere ricoverato in Neurochirurgia, il malcapitato è riuscito a conoscere la sua diagnosi definitiva intorno all’una di notte. Un altro caso analogo è capitato ieri pomeriggio all’anziano O.F., 80 anni, di Rossano, affetto da morbo di Parkinson e con un arto amputato che, colto da malore e condotto presso il Pronto Soccorso di Rossano, siccome necessitava di una Tac, è stato trasportato in Ambulanza al “Chidichimo”. Qui per sua fortuna la Tac ha dato esito negativo ma il malcapitato, accompagnato dal figlio, non ha potuto fare ritorno nella propria città in quanto presso il “Giannettasio” non c’erano posti disponibili, per cui è stato necessario disporre il ricovero del paziente presso il “Chidichimo” di Trebisacce. Al cronista è toccato raccogliere le legittime e vibrate proteste del figlio, trovatosi all’improvviso davanti a questa evenienza che non aveva per niente ipotecato. «Altro che “eccellenza”, – gridava quel signore minacciando querele - è uno schifo, siamo tornati indietro di 50 anni, costretti ad elemosinare un posto-letto… Eppure a Rossano c’è un ospedale di 5 piani, ma i posti-letto sono stati ridotti…Ditemi voi con chi me la devo prendere…». Pino La Rocca |



