| In Calabria, come in Europa, Dacia Maraini racconta la violenza sulle donne |
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| Scritto da Comunicato Stampa |
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Rossano, 9 marzo 2010, ore 19.30, Teatro Paolella “Passi Affrettati”, spettacolo teatrale scritto e curato da Dacia Maraini, in collaborazione con Amnesty International, sarà a Rossano martedì 9 marzo presso il Teatro Paolella, alle ore 19.30. L’evento, patrocinato dal Comune di Rossano, fa parte della campagna mondiale “MAI PIU’ VIOLENZA SULLE DONNE” ideata e sostenuta da Amnesty International. Non solo Italia. I problemi di genere che le donne si trovano quotidianamente ad affrontare in ogni parte del mondo, in ogni società, a qualsiasi livello economico e culturale, sono spesso ignorati, affrontati male e poco indagati. La conoscenza è fondamentale. Per questo in occasione della Festa della Donna, momento generale di riflessione e discussione sul mondo femminile, “Passi Affrettati” sarà in tre diverse parti del mondo, a contatto con tre diverse realtà. Cosenza, Zurigo e Londra saranno i punti nevralgici e si proverà, nel corso delle Tavole Rotonde che seguiranno gli spettacoli, a stabilire un collegamento telefonico fra le tre manifestazioni. Educare ai sentimenti è lo scopo del progetto. Salvare le donne dall’ignoranza propria e collettiva è il primo passo per diminuire gradualmente e, forse, più consapevolmente ogni forma di violenza. Lo spettacolo. “Passi Affrettati” raccoglie otto storie di donne e bambine vittime di padri, fratelli, compagni e, soprattutto, di una società troppo spesso sorda e assente. Non esistono confini geografici alla violenza psicologica e fisica che subiscono le donne, non esistono neanche differenze culturali, sociali ed economici: Violca, dieci anni, arriva in Italia convinta di “andare a vedere il papa” e invece si trova costretta ad avere rapporti sessuali con uomini di ogni età e rango sociale, “sai…avvocati, ingegneri, dottori pagano bene”, le dicono. Otto storie recitate da attori provenienti da due diverse compagnie teatrali, che si alternano nelle varie tappe dello spettacolo. Il dibattito. Seguirà allo spettacolo una Tavola Rotonda, alla quale parteciperanno Rosa Barone, (Professoressa di Lettere, Liceo Scientifico di Rossano), Emily Casciaro, (Associazione Giornalisti Cosenza “Maria Rosaria Sessa”), Antonietta Converso, (Assessore Turismo, Spettacolo e Pari Opportunità, Comune di Rossano), Francesca Pietramala, (CGIL Pollino-Sibaritide-Tirreno). Coordinerà i lavori Rolando Panfili, Responsabile progetto scuola “Passi Affrettati”. L’ingresso all’evento è gratutito. Per Info
Rosanna Grano, Capo Ufficio Stampa Agens Tel. 3334458139 E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Sito: www.passiaffrettati.it Pagina Facebook: Dacia Maraini – eventi Agens Dacia Maraini Dacia Maraini nasce a Fiesole il 13 novembre del 1936. La madre, Topazia, è pittrice e appartiene a un’antica famiglia siciliana, gli Alliata di Salaparuta. Il padre, Fosco Maraini, per metà inglese e per metà fiorentino, è un etnologo conosciuto che ha scritto diversi libri sul Tibet e sul Giappone. I primi anni Desideroso di lasciare l'Italia fascista, Fosco Maraini partecipa ad un concorso internazionale e vince una borsa di studio per uno studio sugli Hainu nel nord del Giappone, dove andrà a vivere con la sua famiglia, tra il 1938 e il 1947. Gli Hainu sono una popolazione in via di estinzione stanziata nell'Hokkaido. Dal 1943 al 1946, la famiglia Maraini, insieme con altri italiani, è internata in un campo di concentramento, per essersi rifiutata di riconoscere ufficialmente il governo militare giapponese. Questo governo, infatti, nel '43 aveva fatto un patto di alleanza con l'Italia e la Germania e chiese ai coniugi Maraini di firmare l'adesione alla repubblica di Salò, cosa che appunto non fecero. Nella sua collezione di poesie "Mangiami pure", del 1978, la scrittrice racconta proprio delle atroci privazioni e sofferenze, provate in quegli anni, fortunatamente interrotti dall'arrivo degli americani. Rientrata in Italia, la famiglia Maraini si trasferisce in Sicilia, presso i nonni materni, nella Villa di Valguarnera di Bagheria, dove le tre figlie cominciano gli studi. La povertà è una costante di quegli anni di difficile adattamento al nuovo ambiente. Qualche anno dopo la famiglia si divide. Il padre va ad abitare a Roma, la madre resta a Palermo con le tre bambine che frequentano le scuole della città. Quando Dacia Maraini compie i diciotto anni decide di andare a vivere a Roma con il padre. Qui prosegue il liceo, si arrangia per guadagnare, facendo lavori diversi: l’archivista, la segretaria, la giornalista di fortuna. A ventuno anni fonda, insieme con altri giovani, una rivista letteraria, "Tempo di letteratura", edita da Pironti a Napoli e comincia a collaborare con riviste quali "Paragone", "Nuovi Argomenti", "Il Mondo". Anni Sessanta Nel corso degli anni Sessanta si sposa con Lucio Pozzi, pittore milanese (dal quale si divide dopo quattro anni di vita in comune) e pubblica i suoi primi romanzi. Nel 1962 presso l’editore Lerici: "La vacanza". Nel 1963 "L’età del malessere" che ottiene il premio internazionale degli editori "Formentor". Il terzo romanzo "A memoria" del 1967 è pubblicato da Bompiani. Per la Feltrinelli con il titolo "Crudeltà all’aria aperta" pubblica nel 1966 le sue poesie. Il libro viene recensito con molto favore dallo scrittore Guido Piovene. Nel corso di questi anni Dacia Maraini comincia ad occuparsi anche di teatro fondando, insieme ad altri scrittori, il Teatro del Porcospino, in cui si rappresentano solo novità italiane: Gadda, Moravia, Wilcock, Siciliano, Maraini e Parise. Lei stessa, dalla seconda metà degli anni Sessanta scriverà molti testi teatrali, tra i quali: "Maria Stuarda", che ottiene un grande successo internazionale (tradotto e rappresentato in ventuno paesi e ancora si continua a rappresentare); "Dialogo di una prostituta con un suo cliente", pubblicato da Images di Padova, (tradotto e rappresentato negli anni seguenti prima a Bruxelles, poi a Parigi e quindi a Londra e ancora in quattordici paesi diversi); "Stravaganza"; fino ai recenti "Veronica, meretrice e scrittora" e "Camille". A Roma incontra Alberto Moravia che nel 1962 lascia la moglie e scrittrice Elsa Morante, per lei. Nel 1968 esce un libro di racconti, "Mio marito" edito da Bompiani, due anni dopo Einaudi pubblica il suo libro di teatro "Ricatto a teatro e altre commedie''. Anni Settanta - Ottanta Nel 1973 fonda, assieme con Lù Leone, Francesca Pansa, Maricla Boggio e altre, il teatro della Maddalena, gestito e diretto da donne. Il teatro, infatti, è sempre per Dacia Maraini anche un luogo per informare il pubblico riguardo a specifici problemi sociali e politici. Nel 1972 viene pubblicato il ramanzo "Memorie di una ladra", dal quale Monica Vitti ne ricava il fil "Teresa la ladra" e nel 1975 esce per Einaudi "Donna in guerra", pubblicato in sei lingue. Nel 1980 esce "Storia di Piera" scritto in collaborazione con Piera Degli Esposti. il libro avrà otto edizioni. Marco Ferreri ne ricaverà un film con Marcello Mastroianni, Hanna Shigulla e Isabelle Huppert. Del 1984 è il romanzo "Il treno per Helsinki", edito da Einaudi. Il libro viene tradotto in cinque lingue. Nel 1985 segue “lsolína" pubblicato da Mondadori (Premio Fregene 1985, ripubblicato da Rizzoli nel 1992; tradotto in cinque paesi). Anni Novanta Nel 1990 esce "La lunga vita di Marianna Ucrìa" accolto molto positivamente dalla critica e dal pubblico. Il libro riceve, il premio Supercampiello. Pochi mesi dopo gli sarà assegnato il premio "Libro dell'anno 1990” (tradotto in diciotto paesi), da cui è stato tratto l'omonimo film di Roberto Faenza "Marianna Ucrìa"; oltre i premi: Quadrivio (Rovigo), Apollo (Salerno), "Reggio Calabria". Nel 1991 esce una raccolta di poesie dal titolo "Viaggiando con passo di volpe", edizione Rizzoli (Premi: Mediterraneo 1992 e Città di Penne 1992). Ancora nel 1991 viene pubblicato il libro di teatro "Veronica, meretrice e scrittora" che prende il premio "Fondi La Pastora" nel 1992. Nel 1993 esce, presso Rizzoli, il libro "Bagheria" che conosce subito un buon successo di pubblico e di critica. Intanto, il teatro Stabile di Catania rappresenta la versione teatrale di "Marianna Ucrìa" con l'adattamento dell’autrice, la regia di Lamberto Pugelli, la partecipazione di Paola Mannoni e Umberto Ceriani. Nel 1994 viene pubblicato il Romanzo "Voci"(Premi: Vitaliano Brancati - Zafferana Etnea 1997; Città di Padova 1997; Internazionale per la Narrativa Flaiano 1997; tradotto in sette paesi). Nel 1996 esce il saggio "Un clandestino a bordo". Nel 1997 un altro romanzo: "Dolce per sé", Nel 1998 viene pubblicata l’antologia di poesia "Se amando troppo". Del 1999 il libro di racconti "Buio" la violenza sull'infanzia e sull'adolescenza raccontata in dodici storie, che riceve il premio Strega. Anni Duemila Sempre pubblicati dall’editore Rizzoli seguono "Fare teatro (1966-2000)" che raccoglie quasi tutta l’opera teatrale di Dacia Maraini, "Amata scrittura", un libro sulla trasmissione televisiva condotta dall’autrice, nel 2000, e nel 2001 "La nave per Kobe" (il viaggio che la famiglia Maraini compì per raggiungere il Giappone, da Brindisi a Kobe). Nello stesso anno Fabbri pubblica il libro di favole "La pecora Dolly". Nel 2003 scrive "Piera e gli assassini" in collaborazione con Piera degli Esposti. Nel 2004 la scrittrice pubblica con Rizzoli il romanzo "Colomba", nel quale accompagna i lettori alla scoperta di una storia dai contorni fiabeschi: una ragazza scompare nei boschi del parco nazionale dell'Abruzzo, la sua giovane nonna prende a cercarla. I motivi della ricerca si mescolano con quelli della memoria familiare e della memoria collettiva di una regione che ha conosciuto la povertà, la pastorizia, il brigantaggio, il terremoto, l'emigrazione di massa. Dacia Maraini è oggi una tra le più conosciute scrittrici italiane, e probabilmente la più tradotta nel mondo. La fama della Maraini è dovuta inoltre anche al suo grande talento come critico, poetessa e drammaturgo. Si è dedicata e continua a dedicarsi al teatro, che vede come il miglior luogo per informare il pubblico riguardo a specifici problemi sociali e politici. Amnesty International Amnesty International è un'organizzazione non governativa sovranazionale impegnata nella difesa dei diritti umani. Lo scopo di Amnesty International è quello di promuovere, in maniera indipendente e imparziale, il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e quello di prevenirne specifici abusi. Fondata il 28 maggio 1961 dall'avvocato inglese Peter Benenson, l'organizzazione conta oggi oltre due milioni di sostenitori, che risiedono in 140 nazioni. Il suo simbolo è una candela nel filo spinato. Nel 1977 è stata insignita del Premio Nobel per la pace. Nel 1978 è stata insignita del Premio delle Nazioni Unite per i diritti umani. Amnesty International è un'Organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. L'associazione è stata fondata nel 1961 dall'avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l'amnistia dei prigionieri di coscienza. Conta attualmente due milioni e duecentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty conta oltre 80.000 soci. La storia * 1961 - Il 28 maggio l'avvocato inglese Peter Benenson lancia dalle colonne del quotidiano di Londra The Observer un "Appello per l'amnistia": il suo articolo, intitolato "I prigionieri dimenticati", racconta la vicenda di due studenti portoghesi arrestati per aver brindato alla libertà. * 1963 - Viene istituito a Londra il Segretariato Internazionale di Amnesty International. * 1964 - Le Nazioni Unite conferiscono ad Amnesty lo status consultivo. In tre anni ha adottato 1367 prigionieri, 329 dei quali successivamente rilasciati. * 1975 - Nasce ufficialmente la Sezione Italiana di Amnesty International. * 1977 - Amnesty riceve il Premio Nobel per la pace, per aver "contribuito a rafforzare la libertà, la giustizia e conseguentemente anche la pace nel mondo". * 1985 - Amnesty decide di estendere il suo mandato anche ai rifugiati politici. * 1991 - Amnesty adotta un nuovo mandato, impegnandosi a promuovere tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, a combattere gli abusi commessi dai gruppi armati di opposizione e a includere tra i prigionieri di coscienza le persone imprigionate a causa del proprio orientamento sessuale. * 1999 - Amnesty decide di sviluppare il proprio lavoro sull'impatto delle relazioni economiche sui diritti umani e di intensificare le sue attività in favore dei difensori dei diritti umani e contro l'impunità. 2001 - Svolta nella storia di Amnesty: il movimento agirà ora per "prevenire e porre fine a gravi abusi dei diritti all'integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione, nell'ambito della propria opera di promozione di tutti i diritti umani". MAI PIU’ VIOLENZA SULLE DONNE La violenza sulle donne è uno scandalo per i diritti umani. In molte società questo problema si scontra con la mancanza di interesse, il silenzio e l'apatia dei governi. La campagna Mai più violenza sulle donne, lanciata nel maggio 2004, affronta le diverse violazioni dei diritti delle donne: dalla violenza domestica alla tratta, dagli stupri durante i conflitti alle mutilazioni genitali. Sia in tempo di pace che in tempo di guerra, le donne subiscono atrocità semplicemente per il fatto di essere donne. A Milioni vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, assassinate, in qualche modo private del diritto all'esistenza stessa. Amnesty International attraverso questa campagna chiede ai governi, alle organizzazioni e ai privati cittadini di impegnarsi pubblicamente per rendere i diritti umani una realtà per tutte le donne. Secondo il diritto internazionale dei diritti umani, tutti i governi hanno la responsabilità di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza sulle donne in qualsiasi luogo si verifichino: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, nella comunità o nella società, durante i conflitti armati. E' fondamentale che i governi si impegnino per rendere più forti le donne, garantendo loro indipendenza economica e protezione dei diritti fondamentali. Amnesty International si rivolge a loro per chiedere che i trattati internazionali sui diritti umani vengano ratificati e attuati ovunque. In questa battaglia per i diritti umani, sono essenziali anche la solidarietà degli uomini e il loro coinvolgimento nella campagna Mai più violenza sulle donne. |


