Home - Eventi - Alto Jonio - ROCCA IMPERIALE/ DOPO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI TORINO CACCIA ALL’ETERNIT. Martedì 22 Maggio 2012
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ROCCA IMPERIALE/ DOPO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI TORINO CACCIA ALL’ETERNIT. PDF E-mail
Scritto da Alessandro Alfano   

IL RESPONSABILE ZONALE DELL’EPAS, GIOVANNI LATEANA, PASSA  AL CONTRATTACCO.

Galvanizzato dalla recente sentenza storica del tribunale di Torino che ha reso giustizia alle numerose vittime dell’amianto, l’Enas, patronato dell’Ugl che, in questa circostanza ha avuto, assieme ad altre sigle sindacali, un importante e decisivo ruolo, passa al contrattacco anche nell’Alto Jonio cosentino dove l’incidenza dei tumori sarebbe assai superiore ad altri luoghi del territorio calabrese. Lo fa attraverso il responsabile zonale di Rocca Imperiale, Giovanni Lateana (in foto) che, avvalendosi della consulenza della direzione generale romana, intende proseguire il suo lavoro avviato anni dietro e teso alla tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini che hanno avuto e che, ancora oggi,hanno stretto contatto con questo maledetto materiale.

Se poi all’eternit usato negli anni passati, in grande quantità, aggiungiamo la vicinanza  del centro di energia nucleare “Enea Trisaia di Rotondella (Matera), collocato ad un tiro di schioppo dal territorio dell’Alto Jonio, ecco spiegato, con tutte le riserve del caso, le morti sospette. Opinabile ma incontrovertibile,  secondo “Current cancer profiles of the italian regions”, su quanto sta succedendo dalle parti nostre. Riferisce il sindacalista Lateana che :<<Come Enas-Ugl ci proponiamo a difesa dei lavoratori che inconsapevolmente e senza le precauzioni antinfortunistiche del caso sono tuttora  a stretto contatto con questo materiale killer. Lo dimostrano, in varie parti del territorio, le presenze di lastre di coperture di capannoni o rifugi vari, di tubazioni  con mistura di fibrocemento che trasportano acqua, utilizzate dagli anni cinquanta agli anni ottanta. C’è sicuramente scarsa attenzione a questo problema e una precisa e costante sensibilizzazione delle Istituzioni, potrebbe ridurre questi rischi ed evitare che l’amianto continui ad uccidere ancora>>.
22 febbraio 2012.

ALESSANDRO ALFANO

 

 
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