Home - Cultura e Religione - Valle del Crati - “LA VICENDA DEL SANTUARIO DI SANT’UMILE A BISIGNANO” Venerdì 10 Febbraio 2012
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“LA VICENDA DEL SANTUARIO DI SANT’UMILE A BISIGNANO” E-mail
Scritto da Mario Guido   
Domenica 07 Marzo 2010 23:09
      Dopo oltre otto secoli il Santuario di Sant’Umile, situato sulla Collina Riforma di Bisignano, è stato chiuso al culto per motivi di sicurezza.

        La chiesa ed il convento risalgono, infatti al XIII°  secolo e furono costruiti dal Beato Pietro Cathin di Sant’Andrea della Marca.

        Nel 1380 questi luoghi sacri erano passati ai frati Minori Conventuali, in seguito ai Minori Osservanti e nel 1599 ai Minori Riformati.

        Sono circa trenta giorni che il complesso monumentale del Convento – Santuario dedicato all’umile fraticello francescano di Bisignano ( 1582 – 1637 ), appartenuto all’Ordine dei Frati Minori, al secolo Lucantonio Pirozzo, proclamato santo dal Papa Giovanni Paolo II° il 19 maggio 2002 e che d’allora è divenuto il secondo Santo della Calabria dei tempi moderni, dopo San Francesco di Paola, è stato sottoposto a ordinanza di chiusura da parte dei Vigili del Fuoco e da parte del Sindaco.

       Una serie di smottamenti che si sono verificati sulle pendici della collina su cui insiste la parte posteriore del  complesso monastico, ne hanno messo in pericolo la stabilità  per cui i tecnici hanno suggerito i drastici provvedimenti cautelativi.

       La stessa Soprintendenza ai beni monumentali e paesaggistici di Cosenza ha disposto anche il trasferimento delle opere d’arte, delle statue, dei dipinti e di altri oggetti sacri in luoghi più sicuri e meglio custoditi, con piena condivisione dei Frati che, ovviamente, sono stati costretti ad allontanarsi dalla loro “casa” e trovare rifugio altrove con tutti i disagi che si possono facilmente immaginare.

     Fra le opere d’arte in possesso del Santuario è compreso il famoso Crocifisso, rara scultura lignea del grande artista siciliano delle Madonie, contemporaneo di Sant’Umile, frate Umile da Petraia Soprana che ha firmato di suo pugno questa straordinaria opera d’arte.

     Altra opera d’arte, non meno preziosa, è la statua della Madonna delle Grazie, una scultura in marmo che alcuni critici attribuiscono ad Antonello Gaggini da Messina ( 1537 che ha operato in Sicilia e Calabria.

    Per il peso notevole questa scultura è stata lasciata al suo posto.

Intorno a questa statua sono nate alcune leggende. Una di queste racconta come è stata trasportata nella chiesa della Riforma, oggi Santuario.

   La sacra immagine, pare, sia stata ritrovata da alcuni contadini in una cappellina  votiva di qualche contrada della Valle del Crati.

    I devoti contadini vollero portare la bella “signora “ di marmo lucido nel loro paese, a Bisignano, per sistemarla degnamente in una delle tante chiese che esistevano allora. La caricarono su un carro  tirato da sette coppie di buoi e si avviarono vero il paese. 

     Giunti alle porte di questo, proprio nei pressi della collina Riforma dove sorgeva  l’omonima chiesa, i buoi non vollero più proseguire per il centro dove si trovavano le chiese più grandi, destinate ad accogliere la sacra immagine e a nulla valsero le spinte, gli incitamenti del  contadini. I buoi non si muovevano per nessuna ragione. Proprio lì vicino iniziava la ripida salita che conduceva alla chiesa della Riforma, qualcuno dei presenti pensò di far piegare gli animali verso la salita ed immediatamente essi la imboccarono, giungendo di corsa sulla sommità della collina dove era la chiesa e dove, d’allora, la bellissima statua è rimasta esposta alla venerazione dei fedeli.

    Altri simulacri  e altre immagini raccontano tante storie di devozione e di  fede.

    Esisteva nella Riforma, fino a circa trentanni fa, una grande urna d’argento con preziose e rare reliquie di Sant’Umile. Ladri sacrileghi le hanno trafugate e a nulla sono valsi, finora, i richiami  delle autorità religiose che in ogni tempo, hanno invitato gli ignoti a consegnare, magari soltanto le reliquie che, dopo l’avvenuta santificazione, hanno assunto un valore inestimabile.

    Anche sua eccellenza l’Arcivescovo metropolita della Diocesi di Cosenza – Bisignano, mons. Salvatore Nunnari  non ha mancato di rinnovare l’ accorato appello, chiedendo la restituzione delle sacre reliquie, in occasione della sua  Visita Pastorale conclusa in questi giorni a Bisignano.

    Ora,   nell’attesa che le autorità competenti si decidono sul da farsi, si è già costituito un Comitato volontario di cittadini con la partecipazione di professionisti, tecnici, rappresentanti delle Pubbliche Istituzioni, fedeli e devoti frequentatori assidui del Santuario di Sant’Umile che si adopererà in tutti i modi possibili per accelerare i tempi di intervento, affinché il Santuario venga restituito al culto nel più breve tempo possibile.

    Nei compiti del Comitato rientra anche la piena collaborazione  con la Famiglia francescana del Santuario e, soprattutto col superiore, padre Eugenio Clemenza che è deciso a rimanere nelle vicinanze del complesso monastico per riprendere al più presto la sua instancabile attività a favore della gente e dei tanti giovani che frequentavano, con amore e dedizione, la Chiesa ed il Santuario, partecipando attivamente a tutte le iniziative di formazione religiosa. 

Mario Guido
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