Home - Cultura e Religione - Alto Jonio - “Jàme a ttirà 'a Stella” Martedì 22 Maggio 2012
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“Jàme a ttirà 'a Stella” PDF E-mail
Scritto da Pino La Rocca   
Martedì 10 Gennaio 2012 21:47

TREBISACCE Anche quest’anno, alla vigilia dell’Epifania, come avviene ormai da oltre 40 anni, si è ripetuta la tradizionale iniziativa del Viaggio dei Re Magi, intitolato “Jàme a ttirà 'a Stella”, una cerimonia religiosa plurisecolare... che appartiene alla storia di Trebisacce e della Chiesa Madre San Nicola di Mira. Dopo il rito della vestizione del corteo avvenuta presso il “Virgo Fidelis” ha preso il via il sacro corteo che ha seguito un percorso nuovo, aggiornato nel 2007:da colle San Martino, passando attraverso i rioni Calvario, Fontana del Cannone, Timpone, Via delle Processioni, alla Cappella di Sant’Antonio Abate fino a piazza Progresso. L'entrata nella Chiesa San Nicola è solennizzata dalla "chiamata del sacerdote” dall'altare maggiore. La schiera degli angeli è curata di solito dalle Catechiste, mentre i vari personaggi dal Comitato Feste. A Filippo Garreffa è affidato il coordinamento. Da segnalare alcune curiosità relative all' iniziativa: per esempio, il pastore anziano è interpretato da 64 anni dal signor Giuseppe Malatacca (nonno) ultra-ottantenne, il ruolo di Maestro della Vestizione è svolto da circa 40 anni da Domenico Aino, mentre Giuseppe Malatacca (nipote) è stato sempre attivo nell'organizzazione da 20 anni. Oltre ai Re Magi (in tutto n. 6, tre Re + tre Regine), il corteo si compone di angioletti, zampognari e altri suonatori, Giuseppe, Maria e il Bambino, l'asinello, il pastore con gli agnellini e tante altre figure... Il viaggio si conclude dentro la Chiesa. L’andamento del corteo e i relativi movimenti rispettano delle regole ben precise. Il cammino, per raggiungere la grotta, lento e cadenzato, è stato guidato dalla luce della Stella Cometa, installata nella navata centrale della Chiesa. Tutto si è concluso sull'altare maggiore, nella fervida attesa dei fedeli, nell'accoglienza di don Joseph Vanson e nella benedizione paterna del parroco Mons. Francesco Morano.

Pino La Rocca

 
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