Home - Cultura e Religione - Cassano all'Jonio - Cassano/ Premio R.Alario Venerdì 10 Febbraio 2012
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Cassano/ Premio R.Alario E-mail
Scritto da Leonardo Guerrieri   
Venerdì 04 Giugno 2010 17:56
Cassano - Ancora un evento culturale di rilievo in città. E’ il Premio Cassano che da quindici anni  promuove l’interesse di antropologi, linguisti e storici per la realtà antropica della Calabria. Ma anche per favorire il confronto tra diverse scuole e per destare nei giovani studiosi locali l’amore per la ricerca demoantropologica dialettologia e storica. Questo il DNA culturale del Premio   fondato da Leonardo R. Alario, presidente dell’Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia, che anche quest’anno assegna suoi prestigiosi premi. L’appuntamento è per sabato 5 giugno alle ore 18,30 nel teatro comunale di Cassano, alla presenza delle autorità religiose e civili della regione. Quest’anno la Giuria, presieduta da Ottavio Cavalcanti, direttore del CIDD dell’Università della Calabria, e composta da Pasquale Caratù e Annaluisa Rubano dell’Università di Bari, da Filippo Burgarella, Giampiero Givigliano, Giuseppe Trebisacce dell’Università della Calabria, da Giuseppe Caridi dell’Università di Messina; e da Leonardo R. Alario, presidente dell’I.R.S.D.D. e ideatore del Premio, riunitasi nella sala di lettura della Biblioteca dell’IRSDD, ha assegnato, all’unanimità, il riconoscimento agli studiosi: Francesco Sabatini, dell’Università degli Studi Roma 3, Tullio Seppilli dell’Univ. degli Studi di Perugia per l’Antropologia; Alberto Ventura dell’Università degli Studi della Calabria per la Storia; Casa editrice Piero Lacaita per l’editoria d’interesse antropologico ed storico. Il premio speciale della Giuria è stato assegnato all’arch. Rosario Chimirri dell’Università degli Studi della Calabria. Dopo il successo delle precedenti edizioni che ha visto tra i premiati, poeti dialettali, cantastaorie, prelati, editori, documentaristi, etnomusicologi, gruppi folkloristici, antropologi, linguisti, storici, riviste, il Premio Cassano  continua anche in questa 15° edizione ad arricchirsi, dunque, della presenza di eminenti studiosi di chiara fama, dando testimonianza dell’importanza che sta assumendo, con gli anni, nel panorama della promozione della ricerca scientifica e della funzione che sta svolgendo nel proporre la Calabria all’attenzione di intellettuali tra i maggiori del nostro tempo. In particolare quest’anno è confermata ancora una volta l’alta qualità degli studiosi premiati. Per la linguistica Francesco Sabatini, Presidente Onorario dell’Accademia della Crusca, linguista insigne per le fondamentali ricerche sulla lingua italiana, per la cui difesa e diffusione si è  impegnato anche in sedi internazionali; Per la storia Alberto Ventura dell’Università della Calabria, Tra i più rinomati arabisti viventi, si distingue per i magnifici studi sull’Islam, colto nei suoi molteplici aspetti, essendo essi fondamentali per la conoscenza in Occidente della civiltà islamica; per l’antropologia Tullio Seppilli dell’Università di Perugia, direttore della rivista Medicina e Antropologia, tra i protagonisti principali della rifondazione delle scienze demo-etno-antropologiche, contribuendo alla riflessione teorica e alla ricerca dal Folk-Lore alle forme della sua rifunzionalizzazione; per l’editoria d’interesse storico, antropologico e linguistico, la casa editrice Lacaita di Manduria, per il respiro meridionalistico e per l’impegno civile, che connotano il suo programma editoriale improntato, sin dagli albori, ai valori del pluralismo e della tolleranza distinguendosi per la promozione della ricerca storica del Meridione d’Italia. Il Premio Speciale della Giuria è assegnato a Rosario Chimirri per la sua attività di ricerca in territori di confine tra architettura, urbanistica e antropologia culturale.  “Questa edizione, spiega soddisfatto l’ideatore, Leonardo R. Alario, rispetta la tradizione di un Premio strutturalmente semplice, asciutto, garbato, privo di orpelli, i quali lo farebbero sontuoso, ma lo allontanerebbero dal suo stesso progetto, il cui fine è non la meraviglia con quel tono mondano assicurato da tanta bella gente, ma la proposta, piuttosto, a studiosi italiani e stranieri di volgere lo sguardo alla Calabria e di studiarne la realtà storico-antropica e, naturalmente, linguistica, non potendo prescindere la lingua dai fatti dell’uomo, dalle sue vicende, voglio dire, e dalla sua visione del mondo maturata proprio grazie a quelle determinate vicende in quel determinato luogo.
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