| “I Filosofi e la Shoah: Come è stato possibile Auschwitz?" |
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| Scritto da Luigi Franzese |
| Venerdì 03 Febbraio 2012 18:23 |
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Con l’auspicio che il 27 Gennaio di ogni anno, la popolazione mondiale, possa riflettere e rendersi conto della catastrofe umanitaria compiuta dai nazisti nei campi di sterminio, è stato fortemente voluto un convegno, che si è tenuto presso il Teatro Comunale di Cassano allo Jonio, avente per titolo: “I Filosofi e la Shoah: Come è stato possibile Auschwitz? Sull’interessante tema, sono intervenuti diversi relatori i quali, sia pure da angolazioni diverse, hanno portato il loro contributo al dibattito. Il primo intervento è stato quello del prof. Giuseppe La Padula, docente di filosofia, da sempre attento e sensibile ai problemi umanitari, che ha illustrato il ruolo dei filosofi del tempo di fronte a questi tragici avvenimenti. E’ stata poi la volta del prof. Spataro, anch’esso docente di filosofia, che ha ricordato l’opera di quanti si sono prodigati per strappare tante persone alla morte nei campi di sterminio. La relazione principale è stata quella della preside del Liceo Classico, Agata Foti che ha spiegato il motivo per cui è successa tale tragedia . “La Shoah—ha affermato la Preside Foti-è il frutto di un progetto di eliminazione di massa che non ha precedenti, né paralleli; lo sterminio degli ebrei non ha una motivazione territoriale. E’ stata decisa sulla base del fatto che il popolo ebreo-secondo le menti deviate dei nazisti- non “meritava di vivere”. La manifestazione è stata arricchita dalla lettura di alcuni brani di Elie Wiesel, tratti dal libro “La Notte”, interpretati con grande sentimento dagli alunni della scuola. L’ultimo intervento in scaletta è stato quello del prof. Pricoli, docente di italiano e latino, che ha letto alcuni passi del testo: “La Tigre sotto la pelle” di Zvi Kolitz, suscitando viva commozione e partecipazione tra il numeroso pubblico presente. Sono, infine, intervenute numerose autorità tra cui l’assessore alla P.I, Antonio Atene e il vicesindaco, Mimmo Lione.
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