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Civita, i primi quarant'anni dell'associazione "Gennaro Placco" E-mail
Scritto da Pino La Rocca   
Martedì 05 Gennaio 2010 23:21
CIVITA per un giorno capitale dell’arberia per merito dell’associazione culturale “Gennaro Placco” e della sua creatura più importante Katundi Ynë la rivista trimestrale diretta da Demetrio Emanuele, divenuta nel corso degli anni organo ufficiale degli arbëreshe d’Italia, che hanno festeggiato il quarantennale della loro fondazione risalente al 1970. Ed hanno fatto le cose in grande Demetrio Emanuele, il suo vice Vincenzo Bruno e tutta la redazione per solennizzare l’evento, chiamando a raccolta nella palestra della scuola media esponenti della politica, del mondo accademico, del giornalismo e tutta la comunità civitese che si è stretta attorno a questo manipolo di gente appassionata che, in tempi difficili e superando mille difficoltà, per ben 40 anni ha contribuito alla salvaguardia ed alla valorizzazione della lingua, della musica, della poesia, delle tradizioni e in generale dell’etnia arbëreshe in Calabria e in Italia. Tra gli altri erano presenti ed hanno dato il loro contributo alla discussione gli accademici Giuseppe Trabisacce, Italo Fortino ed Elio Miracco, l’ispettore tecnico del Miur Francesco Fusca, gli onorevoli Morelli e Guagliardi, tutti di matrice arbëreshe, e tanti altri esponenti del mondo albanofono. L’evento per la verità è stato festeggiato attraverso una serie di iniziative culturali svoltesi nel corso delle festività natalizie presso il Museo Etnico di Civita (altra creatura dell’Associazione), ma ha avuto la sua giornata cruciale lunedi 4 gennaio con la celebrazione, in mattinata, della santa messa officiata dall’Eparca di Lungro mons. Ercole Lupinacci e una grande manifestazione nel pomeriggio, nella quale si respirava l’orgogliosa atmosfera dell’appartenenza all’etnia che fu del grande Giorgio Castriota Skanderbeg. E per lunghi tratti, nel corso della serata, lingua ufficiale è stata quella arbëreshe, nella quale si sono espressi molti relatori provenienti da tutta l’arberia, intervenuti per dare la loro testimonianza e per esprimere la loro riconoscenza al direttore ed alla redazione della rivista arbëreshe più longeva in assoluto per il grande contributo offerto alla causa dell’etnia arbëreshe in Italia. 
Pino La Rocca

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