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Dalla gioia alla tragedia, notte folle a Rossano E-mail
Scritto da Calabria Ora   
Giovedì 04 Dicembre 2008 18:45
Rossano si era addormentata con la gioia della megavincita al Superenalotto che ha fatto piovere nelle tasche di qualche fortunato rossanese quasi 50 milioni di euro, si è risvegliata nella tristezza di un omicidio.
Tutto in una notte, o quasi.
Già, perché a sprofondare mortalmente un pugnale nel petto di una donna, di una moglie e cugina allo stesso tempo, mamma di tre figli, non può che essere un attimo di straordinaria follia. Un fatto di sangue, una sequenza in stile commissario Montalbano, di quelle che nella nostra tranquilla città non se ne vedevano e ricordavano da decenni.
La scena appare raccapricciante.
Una macchina parcheggiata nelle prossimità della periferia del centro storico bizantino, con all’interno il corpo esanime di una giovane casalinga trentenne residente nel cuore del borgo antico, Ida Solferino, nel mentre il marito e convivente della donna, Antonio Solferino, quarantenne bracciante agricolo, posto in stato di fermo presso la compagnia dei Carabinieri di Rossano, sospettato di uxoricidio, di quel delitto efferato che ha buttato nello sconforto un’intera città, e del tentato omicidio della mamma.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, in realtà, pare che ieri mattina, alle prime luci dell’alba, intorno alle 4, tra i due coniugi sia scoppiata una furibonda lite (una delle solite sentendo gli umori del vicinato), con urla e grida così forti che sembra abbiano destato dal sonno anche i tre figlioletti di 12, 10 e sette anni. Da qui l’insano gesto dell’uomo che, afferrato un grosso coltello da cucina, colpisce la moglie in mezzo al petto, nello sterno. La donna, allora prova a divincolarsi ed a chiedere aiuto ai familiari che abitano nello stabile, quando ad un tratto piomba nell’appartamento dei due la mamma di Antonio, e zia in primo grado di Ida, che con tutta probabilità prova a placare l’ira del figlio che tenta addirittura di soffocarla.
Il raptus, la follia del Solferino è subito sopita ma il danno a quel punto appare irrimediabile. A quel punto giunge in soccorso, nella casa dei due, anche una cognata dei coniugi Solferino che, assieme alla madre del presunto assassino, carica il corpo della donna, quasi senza vita, in macchina, una Fiat 500 di colore verde, non prima di aver allertato il 118. Ma durante la corsa verso l’ospedale, Ida muore.
E qui che si materializza il dramma. Un dramma che nessuno avrebbe mai immaginato a queste latitudini. Ma il buio, una lama e la follia hanno avuto la meglio.
 
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