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Si tratta dell'Operazione "Santa Tecla", una delle più importanti condotte nel cosentino per numero di arresti, spessore criminale e per il coinvolgimento di un diverso numero di imprenditori
I finanzieri del Gico di Catanzaro e dello S.C.I.C.O. di Roma e i carabinieri del comando provinciale di Cosenza stanno eseguendo in Calabria, Lombardia e altre Regioni italiane, 67 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, nei confronti di altrettanti appartenenti e affiliati ad una pericolosa organizzazione della 'ndrangheta operante nell'alto Jonio cosentino.
Alle persone coinvolte nell'operazione, denominata ''santa tecla'', spiega una nota della Gdf, vengono contestati i reati di associazione mafiosa, estorsione, usura, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.
Contestualmente, la Guardia di Finanza sta procedendo al sequestro di beni mobili, immobili, attivita' commerciali e conti correnti bancari per un valore complessivo di circa 250 milioni di euro.
Per numero di arresti, spessore criminale, entita' del patrimonio sottratto e per il coinvolgimento di una dozzina di imprenditori, si tratta di una delle piu' importanti operazioni di sempre condotte contro la 'ndrangheta nel distretto giudiziario di Catanzaro.
I reati contestati dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, che ha accolto le richieste formulate dal procuratore della Repubblica Antonio Vincenzo Lombardo e dal sostituto procuratore Vincenzo Luberto della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso, all'estorsione, all'usura, al traffico di sostanze stupefacenti.
Oltre al territorio calabrese, la vasta operazione interessa le province di Roma, Reggio Calabria, Foggia, Bologna, Brescia e Milano.
In particolare, nel capoluogo lombardo il Gico ha arrestato 7 soggetti ritenuti responsabili di un traffico di sostanze stupefacenti tra la Calabria ed il Nord-Italia gestito dall'organizzazione.
L'operazione ha preso il nome dall'omonima via ubicata nel centro di Milano, proprio a ridosso del Duomo dove, presso alcuni locali pubblici, membri dell'organizzazione si davano appuntamento per concludere accordi e definire strategie circa la gestione del traffico di stupefacenti.
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