Home - Cronache - Cassano all'Jonio - Una nuova denuncia per la morte di Domenico Armentano Sabato 19 Maggio 2012
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Una nuova denuncia per la morte di Domenico Armentano PDF E-mail
Scritto da Leonardo Guerrieri   
Lunedì 30 Agosto 2010 14:15
Cassano –Col cuore ancora gonfio di dolore, Gaetano Armentano, torna a chiedere alla magistratura di fare piena luce sulla morte del figlio Domenico, 31 anni, avvenuta lo scorso 9 agosto  nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Corigliano. Una morte che non ha convinto né i parenti né tantomeno il padre che nello stesso giorno del decesso ha deciso di sporgere una prima denuncia ai carabinieri di Corigliano centro a seguito della quale la Procura della Repubblica di Rossano ha aperto un inchiesta  iscrivendo delle persone sul registro degli indagati. L’autorità giudiziaria ha disposto altresì l’autopsia sul corpo del giovane  che è stata effettuata lo scorso 12 agosto dal dottor Arcangelo Fonti il quale nei successivi novanta giorni depositerà i risultati della perizia necroscopica. In questa seconda denuncia presentata sempre ai carabinieri della città ausonica, Gaetano Armentano solleva nuove dubbi e presunte inefficienze che si sarebbero verificate in ordine alle permanenza della salma del figlio nella sala mortuaria dell’ospedale e, soprattutto, alle condizioni ambientali in cui sarebbe stata tenuta. Alle 15,30 del 12 agosto, data stabilita per l’esame autoptico, “mi sono recato, racconta il padre, presso la camera mortuaria dell’ospedale e con mio sommo dolore ho appreso dal personale dell’agenzia delle pompe funebri di Cassano da me incaricata per le esequie, che la salma di mio figlio non era in condizioni idonee”. Stessa impressione confermata tra l’altro anche dal medico legale che dopo l’autopsia effettuata, scrive nella denuncia Armentano, “mi salutava dicendomi che il corpo era in condizioni tali che era meglio non guardarlo”. Il corpo infatti, da quanto si è appreso, anziché essere custodito nelle apposite celle frigorifero, come di solito avviene in questi casi, sarebbe stato lasciato per tutto il tempo(tre giorni) sul marmo dell’obitorio evidenziando evidenti perdite di liquidi ed emanando un “forte odore sgradevole”. Erano i segni rivelatori che il corpo era già in avanzato stato di decomposizione. A questo punto il timore dei parenti e del padre è che in una siffatta situazione l’esame autoptico potrebbe non fornire tutte le risposte sulle cause della morte del trentunenne di Lauropoli. Ma come si è potuto verificare tutto questo. La versione del padre. “Presumibilmente, denuncia, tutto ciò potrebbe essere stato causato da un guasto alle celle frigofero, oppure, e la cosa sarebbe più censurabile, aggiunge,  per un errore di qualcuno che, evidentemente, si afferma nell’esposto, avrebbe sistemato mio figlio nella cella frigorifero con molto ritardo”. Rimane a questo punto della vicenda il rimorso del padre per la scomparsa di un figlio che considerava “sano e di non averlo potuto portare a casa vivo” e per la cui morte chiede alla magistratura di fare chiarezza e di punire i copevoli qualora emergessero a loro carico delle responsabilità.
Leonardo Guerrieri
 
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