| SIBARI/ ALEXANDRINA SCONTERA’ LA PENA IN ITALIA |
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| Scritto da Alessandro Alfano |
| Martedì 31 Maggio 2011 21:46 |
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ERA STATA RITENUTA RESPONSABILE DELLA MORTE DEI TRE FIGLI IN ROMANIA
La migrante romena, Lactus Alexandrina Natalina, destinataria di un ordine di carcerazione europeo perchè responsabile della morte dei tre figli, resterà in Italia per scontare la pena di tre anni inflitti dalla Corte del suo paese. Lo ha deciso la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, dopo una camera di consiglio durata circa due ore che ha confermato la condanna inflitta dalla Corte romena e ha accolto la richiesta degli avvocati difensori della donna di rimanere in Italia dove sconterà i tre anni presso una comunità di servizi sociali. La donna è scoppiato in lacrime alla lettura della sentenza pronunciata dal presidente Maria Ausilio Ferraro, alla presenza dei giudici Maria Ausilia Ferraro, Francesco Marrazzo e Maria Teresa Carè, del rappresentante della procura generale e dei responsabili dell’Interpol. I difensori della giovane donna, il professore Giovanni Brandi Cordasco Salmena e l’avvocato Leonardo Lucente si sono dichiarati soddisfatti della decisione della Corte, <<La morte dei tre figli scaturì da una tragica concomitanza di eventi, senza che la mamma avesse colpa>>. E’ la risposta a caldo dei difensori della romena. Ricordiamo che la donna, per sottrarsi alla pena era venuta nel nostro paese, come tante altre, in cerca di fortuna. Ma dietro quel suo apparire si nascondeva un mandato d’arresto europeo emesso l’11 novembre 2011 dall’autorità giudiziaria del suo paese. La donna, nata a Petrosani (Romania) il 5 maggio 1987, nell’anno 2008 aveva lasciato soli nella sua abitazione i propri tre figli con i fornelli del gas accesi per farli riscaldare quando si è sviluppato un incendio che ha determinato la morte di tutti e tre i figli. La ventiquattrenne rumena, convinta di farla franco e soprattutto per sfuggire alla giustizia del suo paese, sicuramente più rigorosa della nostra, arriva in Italia e stabilisce la sua dimora a Sibari, frazione del comune di Cassano allo Ionio, sposando un giovane marocchino e assumendo l’identità di altra sua connazionale. Il giorno di Pasqua, probabilmente complice l’alcol consumato in quantità eccessiva o qualche parola di troppo, ha spinto i due ad una discussione litigiosa ad alta voce tanto che i vicini di casa hanno chiesto l’intervento dei Carabinieri della caserma di Cassano. Nel corso dell’identificazione, l’atteggiamento della donna è apparso palesemente scontroso e pieno di contraddizioni. A questo punto il fiuto investigativo dei militari porta alla considerazione che qualcosa non è al posto giusto e traducono la donna in caserma per un approfondimento che permette di scoprire la vera identità della straniera clandestina, destinataria di un ordine di carcerazione europeo. Scattano subito le manette per la donna che viene condotta nelle carceri di Castrovillari. Ieri la discussione presso la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro e la decisione di far scontare la pena nel nostro paese e presso una comunità del territorio dello jonio che verrà scelta nei prossimi giorni. Nel frattempo la romena resta ai domiciliari nell’abitazione di Sibari. <<Vinta una importante battaglia. Alexandrina lascerà subito il carcere. Tre giudici donne hanno scritto una bellissima pagina di giustizia giusta e di grande umanità>>. E’ il giudizio espresso dal leader del movimento dei Diritti Civili, Franco Corbelli, 31 maggio 2011. ALESSANDRO ALFANO
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