| Suicidio ad Albidona |
|
| Scritto da Pino La Rocca |
| Martedì 05 Maggio 2009 16:50 |
|
Malessere esistenziale, solitudine, delusioni sentimentali, questioni familiari: sono problemi ricorrenti della società odierna sempre più distratta e spersonalizzante con i quali spesso si convive e con i quali, seppure a fatica, si sopravvive.
Rispetto a qualcuno di questi problemi non ha invece resistito A.G., 39 anni, di Albidona, nubile, diplomata come Ostetrica, affermata nel campo lavorativo in qualità di Infermiera Professionale presso il Servizio di 118 dell’Ospedale di Corigliano, apprezzata negli ambienti sanitari per dedizione e professionalità, la quale ha deciso di farla finita scegliendo il suicidio più ricorrente, quello cioè di appendere il proprio destino ad una corda, nel magazzino della propria abitazione, laddove la sua famiglia un tempo gestiva una Macelleria. Al papà, allertato dai vicini insospettiti dal fatto che la ragazza non si vedesse in giro e non rispondesse al telefono, il grave compito di fare l’atroce scoperta. Di carattere chiuso e riservato, la ragazza viveva da sola nella casa dei genitori che vivevano nella frazione rurale di Piano Senise, dopo che anche la sorella più giovane si era sposata ed era andata a vivere a Trebisacce. Una solitudine, quella della sfortunata ragazza, che deve avere ingigantito i problemi esistenziali che generalmente sono alla base di un gesto così disperato. Su questi interrogativi angoscianti ai interroga tutto il paese, nel quale la ragazza era molto conosciuta e stimata insieme a tutta la sua famiglia. Un paese comunque scosso ancora una volta da un episodio purtroppo non isolato che ha partecipato in massa ai funerali che si sono svolti ieri pomeriggio, nel corso del quale si è stretto come al solito intorno alla famiglia per sostenerla in un momento di così grave cordoglio. Pino La Rocca |


