| Trebisacce/ Incendio al parco macchine, ben 13 mezzi inceneriti |
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| Scritto da Pino La Rocca |
| Venerdì 20 Marzo 2009 12:59 |
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Un paese letteralmente in ginocchio: questa l’amara situazione della cittadina jonica all’indomani del gravissimo incendio, da tutti considerato di natura dolosa, verificatosi nel corso della notte scorsa, che ha praticamente distrutto tutti i mezzi comunali parcheggiati come sempre presso il cosiddetto capannone della Provincia.
Ben tredici mezzi, tra cui ben sei scuolabus, alcuni dei quali nuovissimi, autobus, auto-spurgo, auto-scala, compattatori grandi e piccoli, auto ed autocarri, tutti inceneriti dal fuoco che, propagatosi velocemente per la presenza di materiali infiammabili quali gomme, carburante e plastica, in pochissimo tempo ha fatto praticamente piazza pulita di tutto riducendo ad un ammasso di lamiere contorte. Uno spettacolo spettrale e raccapricciante, quello che si presentava agli occhi di chi, incuriosito dalla notizia circolata di prima mattina in paese, si portava sul posto per curiosare: tutti i mezzi comunali allineati dentro e fuori dal capannone risultavano letteralmente devastati dal fuoco ed il soffitto del capannone, imploso a causa delle altissime temperature raggiunte al suo interno, nonostante fosse sorretto da armature di ferro, letteralmente adagiato sopra le carcasse dei mezzi. L’incendio sarebbe scoppiato all’improvviso, verso mezzanotte. Il freddo e le cattive condizioni del tempo, l’habitat ideale per i probabili piromani. L’odore acre del fumo, il crepitio delle fiamme e le esplosioni dei serbatoi dei mezzi devono aver svegliato qualcuno dei vicini che ha chiamato subito i Carabinieri: in pochi minuti sono arrivati sul posto i Vigili del Fuoco Volontari e alcuni amministratori tra cui il sindaco Mariano Bianchi. La situazione però era già precipitata. Praticamente era impossibile avvicinarsi con gli idranti e tutti i mezzi risultavano già avviluppati dalle fiamme. Solo l’auto-compattatore più grande che di solito rimaneva fuori per le sue dimensioni è stato in parte sottratto al fuoco che ha distrutto tutto il parco-macchine e reso più povera una comunità che certamente non naviga nell’oro. All’indomani solo ipotesi sull’origine e la matrice del violento incendio che non ha precedenti nella storia di una cittadina tranquilla come Trebisacce. Quello su cui concordano tutti è la matrice dolosa dell’incendio: lo lascerebbe pensare il fatto che nel capannone non c’era energia elettrica da cui si potesse sprigionare un corto circuito e poi, secondo l’opinione degli esperti, l’incendio sarebbe frutto di una, o più mani esperte, che hanno agito con cognizione di causa, appiccando il fuoco in più punti per evitare di dare tempo ai soccorsi di intervenire e spegnere le fiamme prima che esse si propagassero a tutto il resto. Quello che è certo è che Trebisacce d’ora in poi dovrà interrogarsi a lungo e forse abbandonare definitivamente l’idea di essere un’isola felice come qualcuno erroneamente pensava. Pino La Rocca |


