| FRANCAVILLA/ UNA BRUTTA STORIA DI VIOLENZA |
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| Scritto da Alessandro Alfano |
| Giovedì 12 Gennaio 2012 20:40 |
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FRANCAVILLA/ UNA BRUTTA STORIA DI VIOLENZA TRA DUE CONVIVENTI MAROCCHINI. PROCESSO RINVIATO AL 13 GIUGNO.
Per A.F. la “compagna” era considerata una schiava che doveva stare in casa e che ogni tipo di violenza gli era consentito. La giovane donna, all’epoca dell’inizio di questa brutta storia, era appena quindicenne, e pare che i suoi genitori, resosi conti negli anni che quel “matrimonio combinato” era diventato un vero e proprio inferno per la giovane figlia, abbiano informato i Carabinieri che hanno tenuto sotto controllo l’energumeno. Ovviamente del fatto ne era a conoscenza anche la Procura di Castrovillari. In occasione di uno dei tanti atti di violenza la giovane donna ha avuto il coraggio di allontanarsi da casa e di rifugiandosi presso l’Associazione di volontariato Onlus- Casa Betania di Castrovillari. Questo atto di insubordinazione ha rappresentato per A.F. una sfida alla quale avrebbe risposto con “atti idonei diretti in modo non equivoco, a rientrare presso la loro abitazione. Caso contrario, le avrebbe tagliato le vene delle gambe”. A questo punto il PM Larissa Catella, letto il verbale dei Carabinieri, ha chiesto subito il rinvio a giudizio e il Gip Cataldo Carmine Collazzo ha disposto l’udienza preliminare che, per l’appunto, ha avuto luogo ieri 11 gennaio 2012. Nella richiesta di rinvio a giudizio il PM ha prefigurato il reato riferibile all’art.572 del codice penale, ovvero “ maltrattamenti in famiglia”. Difensore dell’autore di questo reato particolarmente scabroso e odioso, è il professore Giovanni Brandi Cordasco Salmena di Francavilla che nella prossima udienza dovrà controbattere alla parte lesa. Intanto la ragazza è uscita dalla Casa Betania e si è rifugiata dai genitori che risiedono a Trebisacce. Mentre A.F. è libero e non potrà avvicinarsi all’abitazione di lei. Alessandro Alfano |



