Home - Attualità - Valle del Crati - Bisignano/ Una brutta pagina Domenica 05 Febbraio 2012
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Bisignano/ Una brutta pagina E-mail
Scritto da Ermanno Arcuri   
Martedì 17 Agosto 2010 19:52
BISIGNANO. Ad affermare “agosto 2010 una brutta pagina di storia sociale”, è il consigliere Pietro Esposito, che affida ad un comunicato l’analisi di una situazione tutta bisignanese che si ingarbuglia sempre più, lasciando una serie di perplessità. Sulla questione santuario, Esposito non ha dubbi e mette in chiaro il suo punto di vista: “per questa vicenda i bisignanesi dovranno sapere tutta la verità che non può essere raccontata su un volantino, sarebbe troppo riduttivo. Mi limito a sottoporre le iniziative del sindaco costituite da ordinanze e anche da proclami. Da sei mesi – continua Esposito – l’annuncio dell’arrivo di fondi ma a tutt’oggi niente. Nessun progetto prodotto, nessuna iniziativa amministrativa con fondi comunali. E’ di qualche giorno fa la novità che è stata revocata in modo parziale l’ordinanza n.12/2010, finalmente dopo 180 giorni ha partorito qualcosa, i complimenti vanno anche al responsabile del quarto settore per aver considerato che i lavori eseguiti in somma urgenza hanno allontanato le acque piovane impermeabilizzando la zona sommitale del versante retrostante il complesso monastico, contribuendo a limitare la progressione del dissesto in atto. Ci sono voluti ben sei mesi, ma alla fine i tecnici ci sono riusciti”. Tutto diventa inspiegabile, ci si domanda se non è stata affrettata la chiusura totale; perché il sindaco non apprezza la disponibilità del Presidente Mario Oliverio, che ha assunto l’impegno di incontrare i frati e lo stesso sindaco di Bisignano, per deliberare una somma da parte della Provincia per mettere in sicurezza il santuario e dare la possibilità agli stessi frati di fare ritorno. Le inutili polemiche vanno avanti, a Bisignano il disgregamento sociale impoverisce la dialettica democratica, ma bisogna dare atto al Comitato cittadino pro- apertura santuario, che ha contribuito notevolmente con le iniziative intraprese a modificare le idee di qualcuno. Ma cosa realmente cambia? La vicenda diventa un thriller, perché questa accelerazione proprio in questo periodo a ridosso dei festeggiamenti di Sant’Umile? La posizione della comunità francescana è chiara, i frati non torneranno se non saranno iniziati i lavori di consolidamento, manterranno la promessa? Manterranno il loro no alla processione anche dopo notevoli pressioni? I manifesti avvertono i fedeli che inizierà giorno 20 il novenario al Centro Com dove risiedono per il momento i frati, non si parla di processione. Apprezzabile la coerenza dei frati bisignanesi, in qualche circostanza è da moderare la forma, comunque, da indiscrezioni pare non si sia formata la prossima famiglia e per settembre lasceranno per un periodo di tre anni Bisignano. Se ciò sarà vero, la città si priverebbe del bene più prezioso e riconosciuto, che è la stessa presenza dei frati da 800 anni. Che fine farà la statua di Sant’Umile? Seguirà il crocifisso di Petralia al convento di Terranova da Sibari? Così chi vorrà venerare il santo dovrà recarsi in quella località? Chi avrà perso sarà ancora una volta la Città, che avveduti amministratori dovrebbero tutelare ad ogni costo. “Complimenti – conclude il consigliere Esposito ironicamente – la riapertura parziale è forse il motivo perché il 28 e 29 agosto il sindaco festeggerà questa ordinanza con serate musicali, in onore di Umile Bisignano”.
Ermanno Arcuri     


 
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