| BISIGNANO/ IL COMITATO PRO SANT’UMILE A DIFESA DEL SANTUARIO INDICE UNA FIACCOLATA E UNA VEGLIA |
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| Scritto da Ermanno Arcuri |
| Martedì 20 Luglio 2010 19:25 |
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BISIGNANO. Nel corso del tempo si modificano le situazioni in conseguenza a fenomeni non prevedibili. Ma lo smottamento che ha causato la chiusura dell’intera struttura sul colle della Riforma si sarebbe potuto evitare e non ci troveremmo nella situazione che un comitato cittadino spontaneo, sorto esclusivamente per ridare dignità al santuario, debba chiedere a gran voce la riapertura ed il ritorno dei simulacri posti in altri conventi. Questo comitato, dopo la prima riunione in cui ognuno dei firmatari è intervenuto proponendo varie soluzioni, oggi si sente partecipe ed in grado di mobilitare la popolazione a difesa del convento, temendo quei tempi lunghi burocratici che possano scemare fede ed entusiasmo per un santo che ha insegnato l’umiltà.
E’ stato deciso una fiaccolata per giorno 26 luglio, con partenza alle ore 20 dal piazzale di San Domenico, attraverserà la città e si porterà sul colle della Riforma, proprio sul piazzale intestato a padre Calabretta, che tanto si è speso per portare la santità a Bisignano, e chissà se oggi fosse vivo cosa avrebbe fatto per riaprire convento e chiesa. Si vuole dare un segnale forte a tutte le istituzione, a quelle locali che devono comprendere che non c’è strumentalizzazione, ma solo il desiderio di tutti che il santuario ritorni a vivere di quella spiritualità che è sempre emersa anche nei momenti più bui in 800 anni di storia, a quelle provinciali che non possono disattendere un problema così serio. Infatti, ci si chiede se fosse successo la stessa cosa al santuario di Paola, cosa avrebbero fatto Provincia e Regione? Dalla Regione Calabria, in cui soffia un vento diverso dopo le ultime elezioni, si attendono quelle promesse, ieri candidato ed oggi governatore della regione in visita proprio al convento di Giuseppe Scopelliti. Negli anni scorsi il comitato si doveva occupare di raccogliere fondi per la grande festa di Sant’Umile per fine agosto, oggi si deve erigere a baluardo perché non si verifichi ciò che tutti temono, che i frati si allontanano da un luogo venerato. E’ vero anche che in passato sono sorte più di una contraddizione, ma di fronte ad una chiusura che pregiudica l’assenza totale dei frati, il comitato si è spinto oltre, proprio per dare esempio che la città c’è. Che nessuno vuole imporre chissà quale alchimia, si vuole soltanto che alla struttura religiosa torni a splendere il sole. Ed è tanto il desiderio che la fiaccolata non si concluderà sul sagrato, ma ci sarà anche una veglia di preghiera perché lo stesso Sant’Umile interceda nei cuori di chi può fare il miracolo. L’impegno costante è quello di andare avanti, se occorre fare altri tipi di manifestazioni, la popolazione vuol far sentire la propria voce. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe successo una cosa del genere dopo il 2002 anno della canonizzazione, ma se avvengono certi fatti è perché qualcosa deve succedere, si spera in questo caso che inizino al più presto i lavori e che i frati prendano possesso della loro dimora. La linea scelta dal comitato è quella autonoma, rispettosa delle istituzioni e soprattutto a supporto della fraternità francescana, che rivogliono al loro posto a predicare quel vangelo di cui credenti e non credenti hanno bisogno, affinché non prevalga lo spirito di adesione ad altre religioni che non hanno la stessa storia millenaria che Sant’Umile con il suo operato ci ha voluto lasciare in dote.
Ermanno Arcuri
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