| BISIGNANO/ PETIZIONE PER LA RIAPERTURA DEL SANTUARIO |
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| Scritto da Ermanno Arcuri |
| Sabato 10 Luglio 2010 14:04 |
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BISIGNANO. L’aureola di sant’Umile unisce la città. Questa volta non si tratta dei festeggiamenti per la storica canonizzazione avvenuta nel 2002, ma per la riapertura del luogo santo e sacro, chiuso da una ordinanza dopo lo smottamento dovuto alle intemperie dell’inverno scorso. Si ritrova unita la popolazione come mai in passato, fedeli di sant’Umile che partecipano alla petizione che un comitato spontaneo di cittadini, al quale ognuno può far parte, chiede a viva voce, che dopo mesi trascorsi senza alcuno intervento, è inammissibile verificare che dalle parole non seguono i fatti. La fraternità costretta a rifugiarsi presso il centro COM, attende di ritornare in convento, ma è la popolazione che si riconosce nella fede per sant’Umile a muoversi, stufa dell’immobilismo e delle responsabilità che non competono a chi si vuole recare a pregare vivendo l’oasi di serenità che si gode fra le mura del convento.
La sottoscrizione, per il momento parte dalla sede del Palio, ma in questi giorni si svilupperà sull’intero territorio comunale, con postazioni mobili ed anche nei paesi vicini, perché il santo non è solo di questa città, ma dell’intera Calabria. Eppure, dopo la chiusura della struttura religiosa non sono mancate le visite delle maggiori autorità istituzionali provinciali e regionali, ma se i cittadini si muovono è perché nessun piccolo segnale è giunto per ridare speranza di riapertura. 800 anni che i frati francescani con la loro presenza hanno influito sul destino di questa popolazione, che si ritrova animatamente a sensibilizzare chi di dovere, perché i frati rappresentano un insostituibile punto di riferimento non solo per i bisignanesi. Alla sottoscrizione partecipano anche autorità e semplici cittadini delle comunità vicine, perché a loro sembra assurdo che questo luogo santo venga privato ai fedeli, a quanti con devozione e amore frequentano il santuario e vogliono bene ai frati. Quel comitato di cui nei mesi scorsi si voleva costituire, oggi prende corpo e chiede la riapertura immediata della Chiesa e del Convento, il ripristino di tutte le funzioni religiose, ritenendo sant’Umile e quindi il santuario patrimonio di tutta la comunità cristiana e nessuno può pensare di “gestire” come se fossero “proprietà privata” - è quanto si legge sulla petizione. Inoltre, si chiede che il Crocifisso ligneo seicentesco, opera di frate Umile da Petralia, venerato nella chiesa delle Riforma, venga ridato con urgenza ai bisignanesi, in quanto non sussiste alcun motivo che giustifichi il suo trasferimento in altro luogo. Tutti uniti per la sottoscrizione, ma non si fermerà qua la volontà di riappropriarsi di un luogo sacro caro a tutti i bisignanesi, seguiranno altre forme di protesta se non saranno accolte le istanze di chi è ormai arcistufa che dei problemi diventano seri allungando i tempi di risoluzione. I cittadini ritengono di non colpevolizzare nessuno per questo, ma si costituiscono assieme per dare maggiore personalità e robustezza al desiderio di tutti di ritornare a seguire messa alla Riforma, che più di altri luoghi è il simbolo di unità di un popolo che intende ritrovare nella cultura delle proprie radici cristiane la forza di percorrere la strada del miglioramento e della qualità della vita.
Ermanno Arcuri |


