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LA “DANZA DI VITA” PDF E-mail
Scritto da Ermanno Arcuri   
Martedì 07 Febbraio 2012 19:28

Ad un certo punto della nostra vita ci si chiede di conoscere argomenti o professioni che si ammirano, tanto sono di gentil aspetto e partecipazione. Quindi, la danza, il ballo. Ma che arte è? Il movimento è antico come l’uomo, perché già quei primi passi di deambulazione la testimonianza che il corpo può assumere posizioni tali da proporsi in modo più esplicito a quello che è lo stato d’animo della persona in momenti particolari, per trasmettere una serie di emozioni. L’evoluzione della danza scorre come la stessa esistenza umana, con l’aggiunta dei suoni, sempre più sofisticati e perfezionate tecniche risultano eccezionalmente perfette. Si spengono le luci inizia la musica e si ascolta il ritmo, senti sulla pelle le emozioni e le vivi in te mentre sali in punta di piedi, in quel momento la nostra esistenza sulla terra è imprescindibile dal nostro corpo.

La danza è arte in movimento, la prima forma d’espressione dell’essere umano, ancor prima della parola. E’ il nostro tramite con il mondo esterno, il veicolo attraverso il quale sentiamo noi stessi e gli altri e il respiro dell’universo. Che cos’è la danza se non il ritmico pulsare delle stelle e degli atomi, dell’infinito che si espande e si contrae senza fine e senza tempo, creando ciò stesso il tempo. Apprendiamo tutto questo che ci emana la ballerina classica, Zaira Conforti, che ci rassicura che la danza è conoscenza della persona in cui si può cogliere l’intimo animo di chi si esprime con passi e movimenti unici per stile, raffinatezza e fascino, che riempiono i cuori a chi osserva. Non è da tutti danzare a certi livelli, anni e anni di studio sono alla base di quella che possiamo definire la coreografia della “danZa di vita”. E’ questo il titolo che semplifica ciò che pensiamo seriamente e che in questo percorso ci ha indirizzato la giovane maestra Zaira, che non solo ha ballato alla Scala di Milano, ha conosciuto i migliori ballerini del mondo, ma ha deciso di restare qui con noi, nella sua terra, per promuovere la sua passione e trasferirla ad altre ballerine che pensano di emularla. Decisa, pignola, studiosa di ogni dettaglio, Zaira, è un esempio duplice: di giovane che investe sul proprio territorio in cui crede e di chi non perde lo smalto iniziale continuando a perfezionarsi. E così restiamo affascinati già dai rudimenti della postura, per poi farci avvolgere da una sottile nebbiolina impregnata dallo spirito che aleggia, dal profumo e dall’intrigante desiderio di ammirare le movenze, così superbe e nello stesso tempo pie, sì da capire che attraverso il ballo lo sciogliersi dell’anima è in simbiosi con la danzatrice e si resta estasiati di fronte a tanta bellezza. La danza è una filosofia di trasferimento, perché con essa si può trasmettere senza la parola ciò che si ha dentro il cuore, ciò che si sente veramente, la passione che predomina sulla stessa fantasia, un cervello concentrato solo a quei passi che ne fanno un esercizio unico di vita in cui si trovano tanti filamenti, sicuramente tutti i sentimenti dello scibile umano. Ne seguiamo le movenze di Zaira, la sua fantastica performance, è un’interpretazione che non lascia alcun dubbio, che avvicina cuore e mente, dove i muscoli tesi come corde di violino suonano la nona sinfonia di Ludwig van Beethoven. Ne ascoltiamo il suono farsi sempre più predominate con la danza che ne interpreta ogni nota di una musica celestiale, che ci porta a capire la serietà di quelle punte che piroettano e nulla hanno a che vedere con lo stillicidio del ballo di gruppo di oggi. Una farfalla vola da un ramo all’altro e il suo batter d’ali è quel suono che, ora più profondo ora più tenue, ne scandisce il ritmo. Quella farfalla è questa ragazza che colora il suo corpo di strisce luminose quanto sono i colori dell’arcobaleno, mentre gli arti sono quelle ali che alternano il battito per posarsi leggera e leggiadra. In questa sinuosità ritmica si coglie lo sguardo della professionista, che non separa mai in tutta la coreografia il suo corpo dall’anima, che riesce a presentare la parte più nobile di una professione, di un’arte senza la quale non avrebbe alcun senso vivere. La “danZa di vita” ci riporta nel totale imprinting che senza chiedere si segue come se fosse l’unica essenza. Vibrano le particelle e si muovono le galassie, tutto fluttua e danza in un movimento che è energia e vita. Se cesserà la danza tutto sarà caos, entropia, la morte dell’universo. La danza è estasi, passione, è amore da vivere. Se la malattia è l’espressione di una disarmonia fra anima e corpo, la danza può contribuire a guarirla non indossando un bianco tutù, per danzare, ma indossando la propria anima. Una ballerina in punta di arabesque, con il gesso che ferisce i piedi ma non la determinazione. Il silenzio che avvolge ogni punto del corpo, una goccia d’acqua esplode chissà dove, il profumo di terra inebria. Quel cammino lieve, tanto lieve che la ballerina non sente, si ferma, ha paura del buio, ma qualcosa la spinge, i piedi si muovono senza la volontà, è assolutamente meraviglioso violare per un attimo la barriera della gravità. Diventa leggero quell’essere che danza, vola, libera la mente da ansie, si sente assolutamente l’io diventare più grande, più chiaro, più semplice. Una grande indescrivibile emozione l’avvolge e sarà la magia della danza che entrerà per sempre in quella esile creatura in punta. Chissà quante volte ha deciso di mollare tutto, forse troppe volte, ma ha sempre saputo trovare una soluzione al problema. La danza ti aiuta a riflettere, a crescere, a vivere assieme agli altri, ad amare tutte quelle cose che prima credevi prive di significato. Ad amare tutto quello che prima ignoravi. Non ne conosciamo le parole esatte se non lo stile, ma nulla è più armonioso e completo nel vedere ballare Zaira, che ci trasporta in un’altra dimensione in cui risiedono i giusti, i saggi, gli amanti del bello. E’ per questo che la sua scuola “Arte Danza Vaganova” ha quell’anima che produce talenti e le sue amazzoni guerriere ne sono le seguaci per scelta, cibandosi di ispirazioni e ripetuti esercizi da effettuarsi sino alla perfezione. L’orchestra conclude la sinfonia del grande musicista, dove sono gli strumenti a raccontare, è la stessa musica a dire tutto e noi ce ne accorgiamo quando le punte delle scarpette flettono, per riporsi al giusto riposo e lo sguardo discreto ed intenso ci fa capire quanto amore una ballerina può trasferire e attingere da strumenti che fanno della danza l’arte per eccellenza. Non c’è filosofia che possa analizzare meglio la vita di una danzatrice che non si separerà mai dalle sue scarpette, come ricorderà per tutta la vita il primo abito in scena. Dai balconi del teatro l’applauso impetuoso e copioso, capiamo di aver assistito a ciò che ci segnerà l’esistenza e ci farà rimpiangere di non vivere così a lungo per assaporarne tante altre emozioni intramontabili, come sa regalare la “dan-Zaira per la vita”. “Tra santi e prostitute, fra Dio e mondo, la danza” ciò che afferma il grande scrittore Friedrich Nietzsche.

Ermanno Arcuri

 
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