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BISIGNANO/ DOPO LA PRIMA SETTIMANA SENZA FRANCESCO PDF E-mail
Scritto da Ermanno Arcuri   
Sabato 10 Dicembre 2011 10:16

BISIGNANO. Non diminuisce l’attenzione e soprattutto l’angoscia per la prematura scomparsa del ventenne Francesco Tortorella causata da un incidente stradale. Come da rito religioso, ci si ritrova in chiesa ad una settimana dalla tragedia per ricordare, proprio oggi, questo ragazzo che come altri suoi coetanei, purtroppo tanti, ha visto arrestare il proprio percorso di vita su questa terra che ci richiama alle giuste osservazioni e prevenzioni opportune per evitare questi tragici episodi. Una settimana fa una gran folla ha voluto manifestare con la propria presenza la solidarietà ai familiari e così anche oggi sono tante le persone che si stringono attorno alla famiglia straziata dal dolore. Ma sono i giovani ad essere i più attivi, questa morte li ha colpiti profondamente e si mobilitano per sensibilizzare i coetanei alla prudenza sulle strade, a fare in modo che non succedano più orrendi tragedie come questa che ha causato un lutto cittadino, perché viene colpita al cuore la stessa comunità.

Infatti, se una settimana fa per rispettare il dolore molti esercizi commerciali spontaneamente hanno tenuto abbassato le serrande durante le solenni celebrazioni funebre, a distanza di una settimana si riflette su cosa è successo per capire il perché dell’incidente. Se a provare la dinamica sarà la perizia degli agenti di polizia accorsi sul luogo dell’impatto con tempestività, qualche elemento lo fornisce anche Luigi Rago ad alcuni suoi amici, che in questo scontro ne è uscito per miracolo, che conta tanti punti di sutura e che era in auto con lo sfortunato Francesco. Racconta di una macchina che proveniva dalla carreggiata opposta e che ha cambiato direzione spostandosi su quella dove loro erano in transito, non è servito a nulla avvisare acusticamente di rimettersi in direzione di marcia normale, quindi, inevitabile l’urto violento. Un elemento da vagliare che sommato ad altri serviranno a capire la dinamica di cosa realmente è capitato la sera di domenica 4 intorno alle ore 22:00. Ciò che però fa testo è la maturità dei giovani, che anche dopo l’impatto emotivo non si addormentano, ma pensano ad una vita spezzata che ha ferito anche il proprio cuore. Così scattano tante emozioni e si pensa di sensibilizzare per istruire sul codice della strada, sulle norme che lo regolano, sulla sicurezza, ma anche sull’imponderabile e cioè quei fenomeni che è difficile prevedere, ma che possono provocare una ferita che resterà sempre viva in tutti.

Ermanno Arcuri

 
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