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BISIGNANO ATTONITA LA COMUNITA’ PER LA MORTE DI FRANCESCO TORTORELLA PDF E-mail
Scritto da Ermanno Arcuri   
Lunedì 05 Dicembre 2011 22:15

BISIGNANO. Nessuno è mai pronto a salire le scale delle nuvole dove si può riposare in pace, per accedere in quell’eden in cui sono solo i sentimenti puri a regnare tra anime in cerca di quella gemella. Neppure un giovane potrebbe mai desiderare, nella sua goliardia e forza, di oltrepassare quella porta sottile quasi inesistente o meglio invisibile e se lo fa è perché il destino traccia la via di ogni essere umano. E avviene con tanta tragedia da lasciare dentro i cuori dei vivi la rabbia, perché non dovrebbero mai accadere incidenti tali da perdere la vita lasciando sgomenti un’intera comunità. E’ successo tutto questo, purtroppo, proprio la scorsa domenica, un ardito giovane ventenne, Francesco Tortorella, lo si ricorderà così questo ragazzo che sapeva stare con gli amici, che si impegnava nel sociale, che frequentava i compagni di scuola così come far parte del gruppo degli sbandieratori.

Per lenire ogni sofferenza, questo lo può fare chi non è un familiare o un amico stretto, si avventura fra i meandri di network in cui però si accorge presto quante persone volevano bene a Francesco e non solo i suoi coetanei, ma anche gente adulta che ne ricorda i lineamenti e vive la stessa tragedia dei familiari. Si può morire a soli venti anni? Si può, purtroppo, ma si può anche in più tenera età, questo per un teorema scritto da chissà chi che non tiene conto della sofferenza umana, per chi si stringe alla fede, tutto questo è una prova sul nostro cammino per attraversare le porte del cielo. E allora si capisce l’angoscia leggendo alcuni messaggi di saluto, nessuno traccia la dinamica fredda e spietata dell’incidente, cronaca che interessa poco, perché una vita si è spezzata così giovane ed è questo ciò che ferisce i cuori, proprio quelli che grondano sangue senza trovare risposta al perché accade tutto questo. “Non riuscirò mai a dare un senso a tutto ciò ke accade così improvvisamente da lasciare un vuoto e un sacco di vane domande a cui non si arriverà mai ad una risposta…addio anzi arrivederci…”. Lo scrive qualcuno che sa amare, che sa vivere la tragedia che è di tutte quelle anime sensibili che riflettono sulla vita e ciò che accade. Così scopriamo di inseguire una posizione, un guadagno, fare una scalata sociale che alla fine non hanno alcun senso. Ci si ritrova in mano quelle briciole che ci fanno constatare come la morte, a volte, è così spietata da non pensare di causare non una ma tante tragedie. Oggi Francesco, nel 2008 Elisa di appena 17 anni, il destino li ha attesi al capolinea di un palo o un albero dove si schiantano così forte da chiudere gli occhi per sempre. Quanti incidenti sulla strada? Tanti, tantissimi, eppure continuiamo a percorrere lo stesso tragitto che resta impresso negli occhi e nei cuori, che fagocita tutti i sentimenti, pensando che nulla di umano o divino possa esistere di fronte a questi appuntamenti così nefasti. Il sorriso di un giovane amato dalla comunità si è spento, così come quello della famiglia tra le più conosciute in città e…quanti coetanei oggi si stringono a questo feretro che chiede giustizia per dare risposte a domande che nessuno saprà mai dare. Arrivederci caro Francesco, c’è chi lascia questo mondo così prematuramente, chi va avanti nella vita per ritrovarsi in tarda età allo stesso passaggio a livello, dove al di là delle sbarre c’è la morte, per chi ha fede, invece, è una vita che continua nel paradiso, mentre si indossa l’abito luccicante in cui raggi illuminati attorno al corpo sono le uniche differenze. Ognuno esprime a suo modo i pensieri, l’amore, la paura, il dramma per una vita spezzata così giovane e nell’attesa del funerale è necessario interrogarsi per capire sino in fondo chi siamo veramente e cosa facciamo su questa terra. Ogni qualvolta qualcuno caro se ne allontana, lascia quel vuoto incolmabile che mai nulla potrà saziare l’inguaribile scalata, e solo in quel momento si intuirà quanto è importante l’altro che ti sta vicino, che può vederti e sentirti, che puoi vedere e sentire a tua volta…in questo modo si vive dentro la tensione che non ti porta a giustificare, ma a comprendere quanto realmente potrà mancarti  quella persona che, forse, detestavi o ancor di più ti amavi sinceramente e scopri la vera essenza dell’amore infinito, perché non c’è alcuna differenza tra le sofferenze. I ragazzi bisognerebbe solo amarli e ricordarsi di essere stati giovani.

Ermanno Arcuri

 
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