| A PESARO LE DONNE DEL MARE DI CALABRIA |
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| Scritto da Redazione |
| Domenica 14 Marzo 2010 17:24 |
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I racconti di Assunta Scorpiniti in un volume presentato presso il Museo della Marineria “Washington-Patrignani”
![]() Pesaro (PU)- Domenica 7 marzo, presso Villa Molaroni, sede del Museo della Marineria “Washington Patrignani” di Pesaro, è stato presentato il quinto volume della collana “Rerum maritimarum”, dal titolo “L’universo femminile nella società marinara”. All’incontro culturale, coordinato dalla prof.ssa Maria Lucia De Nicolò, Direttrice del Museo e docente di Storia del Mediterraneo presso l’Università di Bologna, sono intervenute Adriana Celestini, presidente della Commissione per le Pari opportunità tra uomo e donna della Regione Marche, che con la Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha patrocinato la pubblicazione, Assunta Scorpiniti, scrittrice di Cariati e autrice dei racconti intitolati “Le donne andavano a mmare come chiamava la luna…”, presenti nel volume, le ricercatrici Maura Silvagni e Michela Silvagni, curatrici del lavoro. La pubblicazione, risultato della ricerca dello staff del Museo, guidato dalla prof.ssa De Nicolò, ricostruisce i vari aspetti della vita delle donne nella società marinara, residenti della zona del porto di Cattolica, Gabicce e Pesaro, e referenti preziosi perché ultimi testimoni di un mondo ormai scomparso. La trascrizione delle fonti locali ha consentito di porle a confronto con le informazioni raccolte negli ultimi anni con ricercatori di altre aree costiere del Mediterraneo; il libro può così dar voce alle storie di una marineria al femminile, con ritratti di donne di località dell’Adriatico, del Tirreno e dello Ionio, tra i quali quelli delle “donne del mare” di Assunta Scorpiniti. L’autrice cariatese ha relazionato, durante il convegno, su "Donne della marineria nella Calabria ionica", presentando, con il supporto di una ricerca iconografica, Cariati e la sua identità marinara in riferimento alla particolare visuale delle donne della comunità della pesca. A riguardo la Direttrice dell’importante istituzione culturale marchigiana, ha ribadito come, nonostante, nel sistema di valori consolidato nei secoli, ci sia stata una sorta di “sudditanza” delle donne, espressa con l’osservanza di regole nella convivenza sociale, apprese nelle consuetudini della prassi quotidiana, “nella struttura delle comunità marinare si evidenziano, invece, dinamiche e convenzioni diverse nei ruoli che uomini e donne vengono ad assumere nel corso della loro esistenza e del tutto originali rispetto ad altri gruppi sociali”. In occasione dell’incontro, arricchito con la lettura di alcuni brani e la proiezione di un filmato, è stata inaugurata la mostra “Donne guaritrici. Pratiche di medicina nel mondo dei pescatori”, visitabile nella sede museale. |



