Home - Attualità - Alto Jonio - Alto Jonio/ Si allarga la rivolta di LSU - LPU Venerdì 10 Febbraio 2012
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Alto Jonio/ Si allarga la rivolta di LSU - LPU E-mail
Scritto da Pino La Rocca   
Mercoledì 10 Marzo 2010 10:36
TREBISACCE Si allarga la rivolta degli LSU ed LPU precari dell’Alto Jonio che, in sintonia con l’iniziativa di lotta promossa dai colleghi di Rossano, in una lettera indirizzata ai candidati-presidenti della Regione, denunciano la  precarietà della loro situazione lavorativa, pretendono attenzione da parte di una politica concentrata solo sulla conquista delle poltrone regionali e minacciano seriamente di non partecipare al voto, restituendo al mittente i certificati elettorali. «La nostra decisione – scrivono in una nota sottoscritta da una trentina di LSU ed LPU di Trebisacce e Alessandria del Carretto – è mossa da sentimenti che ci accomunano tutti. Noi rappresentiamo ormai il lavoro nero legalizzato e quello che subiamo ormai da anni è palesemente illegittimo e anticostituzionale, perché il diritto al lavoro è sancito dalla Costituzione e non può certo essere accettata una posizione insignificante e ambigua come la nostra. Non possiamo infatti definirci precari – scrivono LSU ed LPU nella lettera - perché per i precari sono previsti diritti che noi non abbiamo. Il nostro sussidio, del resto, viene definito di disoccupazione ma disoccupati non siamo perché ogni mattina dobbiamo timbrare il cartellino e svolgere le ore lavorative previste, come se fossimo di ruolo. Siamo insomma diventati una patata bollente che viene palleggiata tra comuni, regione e sindacati. C’è la volontà politica di risolvere la questione, ci dicono, ma non ci sono le risorse. Però poi si avviano nuovi progetti per altri “poveri cristi”, destinati negli anni a rivivere il nostro stesso Calvario. Ma allora – chiedono questi precari - questa vera piaga sociale la facciamo scomparire o la estendiamo ad altri? Non vi sembra di aver giocato troppo a lungo con la nostra dignità di lavoratori e di persone? Voi dite – si legge ancora nel documento - che con i tempi che corrono dobbiamo stare zitti e accontentarci perché c’è gente che non ha neanche questo. Certo, rispondiamo noi, sappiamo bene che la situazione economica è grave, ma sappiamo pure che le fette di torta più grosse spettano a pochi e sempre agli stessi! Ma quando cambierà, vi chiediamo, questo sistema politico clientelare e corrotto? Noi pensiamo “mai”, almeno fino a quando ci sarà ancora una torta da spartire. E allora, per protesta, - concludono LSU ed LPU - noi non voteremo per non renderci complici di questo andazzo. Anche perché abbiamo sperimentato che l’uno vale l’altro. Se invece ci volete convincere, dimostrateci, con proposte serie, concrete e credibili che ci stiamo sbagliando». 
Pino La Rocca
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