| Trebisacce/ Disabili abbandonati, è protesta |
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| Scritto da Pino La Rocca |
| Venerdì 23 Gennaio 2009 21:55 |
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TREBISACCE. Cresce lo sconforto tra le famiglie dei ragazzi disabili dell’Alto Jonio appartenenti al Distretto Sanitario di Trebisacce che si sentono abbandonati a se stessi e non ricevono alcuna risposta istituzionale alle loro pressanti richieste.
Sono infatti passati circa tre mesi da quando l’Asp ha annullato la Convenzione con l’Aias di Potenza che, pur essendo fuori Regione, attraverso il Centro Aias di Nova Siri (MT) garantiva servizi di riabilitazione psico-motoria e assistenza domiciliare ai ragazzi ed agli anziani dei paesi dell’Alto Jonio limitrofi alla Basilicata e, alle promesse verbali finora non sono seguiti interventi coerenti. “L’Associazione – si legge nell’ultima lettera inviata dal presidente Caterina Pisilli alla Dirigenza dell’Asp – aspetta invano chiarimenti in merito alla richiesta avanzata il 23 dicembre u.s. dalle famiglie di un intero Distretto Sanitario, costrette ad interrompere il piano terapeutico e riabilitativo dei propri congiunti a causa dell’interruzione della Convenzione con l’Aias. Il perdurare di questa situazione - aggiunge l’Adaj – finisce con il danneggiare irreversibilmente i soggetti diversamente abili in quanto interrompe la somministrazione delle terapie prescritte da specialisti del settore, che prevedono modalità e tempi di intervento. Tempi che sono stati interrotti drasticamente, provocando, di conseguenza, la perdita di efficacia degli interventi stessi”. Per la verità l’Asp di Cosenza, ha invitato l’Adaj a interfacciarsi con l’ANMC di Rossano, sottovalutando però, secondo l’Associazione, le distanze abissali esistenti tra i paesi interni dell’Alto Jonio e la città di San Nilo. Non si tratta infatti di viaggi episodici, ma di cicli di terapie che espongono le famiglie a costi insopportabili, oltre che allo stress di dover fare la spola su distanze siderali. “Non abbiamo niente – precisano quelli dell’Adaj - contro l’ANMC di Rossano che svolge opera meritoria nel settore, ma gradiremmo sapere che fine ha fatto l’impegno di aprire il Centro di Riabilitazione di Canna, pronto, attrezzato ed anche inaugurato da tempo, per il quale sono state utilizzate preziose risorse pubbliche”. Pino La Rocca |



