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I tre castelli federiciani dell’Alto Jonio cosentino, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico e Oriolo, punto d’orgoglio di questa fascia jonica e forte richiamo turistico, mantengono il loro fascio. Tre capolavori dal fascino unico e inimitabili. Realizzati intorno al 1100/1200 per adempiere a funzioni militari e difensive, col tempo divennero di proprietà di possedenti signori che negli ultimi anni entrarono a far parte del patrimonio di ciascun comune, eccezione fatta per il maniero di Roseto Capo Spulico, a picco sul mare, appartenuto prima al barone Mazario, oggi è nel possesso di un imprenditore turistico che lo adibisce, tra l’altro, anche a luogo per festeggiamenti di matrimoni. Destinazione abbastanza discutibile, se si pensa che recenti studi ipotizzano che la torretta centrale del sontuoso “Castrum petrae Roseti” abbia ospitato, tra il 1204 e il 1253, la Sacra Sindone.
Adiacente al castello sorge il cosiddetto “granaio”, in uso a Federico II^, un malconcio capiente magazzeno, privo delle cupole e di alcuni muri portanti, diventerà presto centro polivalente di aggregazione giovanile. Di grande attrattiva è il castello di Oriolo collocato al centro dello splendido borgo medievale posto a 450 metri sul l.m. L’origine di questa costruzione è incerta ma approfonditi studi la collocano in un periodo anteriore al 1200 poiché nel 1221 era posseduta da Federico II^ di Svevia. Ha una forma quadrangolare e le torri sono in stile normanna. Con la caduta della dinastia Sveva, il castello passò prima sotto il dominio di Carlo D’Angiò e posi divenne di proprietà di un erede Ruffolo-Sanseverino.
Nel 1528 il castello fu venduto al marchese Marcello Pignone e successivamente entro nel possesso della famiglia Soria che ne detenne la proprietà fino al 1977. Da questa data entrò nel possesso del Comune di Oriolo che l’ha reso monumento nazionale. Un discorso più approfondito merita il castello di Rocca Imperiale che ha rischiato il collasso totale dei muri perimetrali per la mancanza di restauri. Tanto è vero che il sindaco Ferdinando Di Leo, sia pure in modo provocatorio, mise in vendita case private, cantine e negozi pur di ricavare il danaro necessario per salvare il castello. Giornali nazionali e televisioni si interessarono del caso e presto giunsero i primi finanziamenti che consentirono la fruibilità nel dicembre del 2007 con il taglio del nastro di una parte di questo grande patrimonio storico-culturale restituito non solo alla dignità e alla storia di Rocca Imperiale ma a tutta la Calabria. Oggi, questo bene appartenente all’intera Comunità, è sede di manifestazioni culturali di grande interesse, come l’ultima, in ordine di tempo, dello spettacolo teatrale, da marzo a ottobre 2012, incentrato sul poema cavalleresco del 1500 “L’Orlando Furioso”. 15 dicembre 2012.
ALESSANDRO ALFANO |