| Soppressione Punto Prelievo Ematico: depositata la petizione promossa dai sindacati e dal Comune. |
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| Scritto da Pino Rimolo |
| Lunedì 16 Gennaio 2012 21:17 |
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Nel frattempo è cresciuto il malcontento della popolazione. Privata di un servizio essenziale e costretta in caso di esami ematochimici a frequenti e dispendiosi spostamenti. Dopo l’assemblea delle settimane scorse, che deliberò la petizione appena terminata, la protesta si sta gradualmente inasprendo. La qual cosa si arguisce ascoltando le persone obbligate da più di un anno a gravi disagi e leggendo la dura missiva che Di Leone e Iazzolino hanno allegato al plico delle firme. Firme dietro le quali si celano storie di uomini e donne, sovente soggetti anziani e con limitazioni motorie, alle prese con difficoltà d’ogni genere. A stento gli amministratori sono riusciti sinora a placare gli animi, alquanto agitati, dell’utenza. Si teme per l’ordine pubblico. Tant’è che Sindaco e Assessore fanno rilevare come sia “ormai improrogabile fornire risposte adeguate e definitive alla popolazione”. “Le numerose rimostranze pervenute a questo Ente e l’aumento della tensione – affermano Di Leone e Iazzolino - soprattutto tra la vasta e composita fascia d’utenza direttamente penalizzata dalla inopportuna quanto avventata soppressione del servizio perpetrata ai danni della nostra comunità, puntualmente documentati ai vertici del Distretto di Castrovillari, preoccupano moltissimo l’amministrazione comunale”. E dopo aver ulteriormente argomentato e perorato la causa della riattivazione, Sindaco e Assessore paventano il rischio, qualora restasse a lungo insoluta la vertenza, di “iniziative che potrebbero porre a serio rischio l’ordine pubblico”. La lettera si trasforma a margine in un’accorata e pressante domanda di riapertura del Centro, per “restituire il PPE alla collettività moranese, scippata del sacrosanto diritto di potersi curare al meglio. Diritto compromesso dalla drastica e inaspettata cancellazione di un’attività garantita con ottimi riscontri per più di un ventennio”. Oltretutto, concludono Di Leone e Iazzolino nel loro scritto, “v’è da considerare come, essendo i Punti prelievi periferici contemplati nel Piano aziendale dell’ASP Cosenza e risultando i medesimi effettivamente riaperti e operanti nei paesi viciniori, appaia estremamente discriminante se non addirittura incomprensibile e illogico continuare a tenere dismesso il nucleo periferico moranese”. Pino Rimolo |



Milleduecento le firme raccolte e depositate al protocollo dell’ASP Cosenza.