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Foreste e Parchi: il Pollino si confronta con il mondo scientifico - RESOCONTO TAVOLA ROTONDA PDF E-mail
Scritto da Roberto Fittipaldi   
Sabato 12 Novembre 2011 15:22

Rotonda (PZ) - La salvaguardia della biodiversità è diventata l'obiettivo fondamentale sia della pianificazione territoriale sia della gestione forestale del Parco del Pollino. La sua superficie forestale rappresenta due terzi della superficie territoriale complessiva (110mila ettari su 196mila ettari d'estensione). Anche per questo l'Ente è impegnato a tutelare i suoi boschi, perlopiù faggete, i suoi pini loricati, i suoi più estesi nuclei "relitti" del  bosco faggio-abete, un tempo molto più diffuso su tutto l'Appennino, attraverso la pianificazione territoriale-ambientale programmata con il Piano per Parco.

E' questo, in sintesi, il messaggio scaturito dalla tavola rotonda "Foreste e Parchi: gestione, tutela e conservazione" di cui s'è discusso martedì 8 Novembre all'ex cinema di Rotonda su iniziativa dell'Ente Parco Nazionale del Pollino che ha, così, voluto celebrare pubblicamente la sua attiva partecipazione all'Anno Internazionale delle Foreste, proclamato tale dall'ONU proprio nel 2011. La tavola rotonda è stata aperta dai saluti del presidente del Parco, Domenico Pappaterra, di Federparchi, Giampiero Sammuri, della consigliera del Parco, Anna Rita Rivelli, docente dell'Università della Basilicata, del sindaco di Rotonda, Giovanni Pandolfi e del direttore del Parco, Annibale Formica.

Per Pappaterra la tavola rotonda segna una "tappa fondamentale nel percorso delle iniziative avviate dal Parco che puntano a valorizzare le straordinarie biodiversità di questo territorio". Nell'anno internazionale delle foreste l'Ente del Pollino ha approvato il Piano per il Parco "dove - ricorda Pappaterra - le politiche forestali hanno finalmente trovato un ruolo di forte centralità. Da questo punto di vista, l'iniziativa di Rotonda, altamente scientifica date le presenze dei più importanti esponenti del mondo forestale italiano, rappresenta un motivo d'orgoglio e di forte crescita culturale". Il presidente del Pollino ha, poi, ricordato quanto fatto dall'Ente per difendere i boschi dagli incendi boschivi, attraverso una lotta senza sosta che ha fatto divenire il Piano A.I.B. del Pollino "una delle migliori buone pratiche del Paese", e la sinergia attuata con il mondo universitario con il quale "abbiamo realizzato un sodalizio significativo. Non a caso - ha spiegato Pappaterra - le linee strategiche de nostro Piano le ha costruite il dipartimento forestale dell'Università di Basilicata attraverso i professori  Borghetti e Ferrara che insieme ai nostri dottori forestali, al nostro ufficio del Piano, alla direzione amministrativa, hanno fatto sì che anche il Piano per il Parco rappresenti un punto d'eccellenza delle nuove strategie messe in campo". Pappaterra ha concluso ringraziando, tra gli altri, la consigliera Rivelli e i dottori forestali Schettino e De Vivo, che sono intervenuti relazionando su "Il Parco e le foreste", e gli ospiti venuti da fuori tra i quali il presidente di Federparchi Sammuri, "ritornato nel Pollino per la sesta volta in pochi mesi" e il presidente del Parco d'Abruzzo, Rossi "che con la sua autorevole presenza ci testimonia una forte vicinanza".

Sammuri ha evidenziato che "le foreste rappresentano un patrimonio importantissimo per la terra perché grazie ad esse si riesce ad abbattere le emissioni di CO2 nell'atmosfera" e, quindi, a contrastare "uno dei maggiori problemi per la salute dell'uomo, per la conservazione dell'ambiente ed anche per le attività economiche". "I Parchi, in questo - ha sottolineato il presidente dell'associazione delle aree protette - svolgono un ruolo primario, nel Mondo e in Italia, con la conservazione primaria delle foreste che, ovviamente, richiedono una manutenzione, un controllo, una prevenzione dagli incendi e delle attività che soltanto le organizzazioni che, appunto, hanno i Parchi, possono garantire". Lo stesso Sammuri ha precisato, quindi, quanto sia importante "investire nella conservazione delle foreste attraverso l'investimento nei Parchi".
Il direttore del Parco, Formica ha spiegato come sia importante, mettere in evidenza, come ha affermato il Vice Direttore Generale della FAO, "il rapporto che esiste tra le persone e le foreste ed i benefici che possono derivare quando le foreste sono gestite dalle popolazioni locali in modo sostenibile ed innovativo". Per Formica, infatti, "le foreste sono parte integrante dello sviluppo sostenibile globale" in quanto le attività economiche legate alle foreste influiscono sulle condizioni di vita di milioni di persone in tutto il mondo; sono fonte di benefici a livello socio-culturale e costituiscono il fondamento del sapere delle popolazioni locali. Infine, come ecosistemi, le foreste giocano uno ruolo fondamentale nel proteggere la biodiversità e nell’attenuare gli effetti del cambiamento climatico.
Il direttore del Parco del Pollino, che ha indicato anche come "il valore del capitale naturale e dei servizi eco-sistemici delle foreste costituiscono la base di una nuova economia fortemente legata all'ecologia", ha, poi, fatto riferimento ai lavori della Commissione foreste della Fao e della Settimana mondiale delle foreste, riunitasi lo scorso anno, durante la quale è stato presentato il rapporto sullo stato delle risorse forestali del pianeta. Lo studio ha mostrato come, grazie all'istituzione di aree forestali protette, in molti Paesi si è registrato un trend positivo di conservazione della diversità biologica.

Ai lavori, coordinati dal prof. Marco Borghetti, è intervenuto il prof. Orazio Cianco, presidente dell'Accademia Italiana di Scienze Forestali che parlando di  "Conservazione della biodiversità nelle aree protette: prospettive per la gestione forestale sostenibile", ha riproposto la nuova concezione che vede il bosco come un sistema biologico complesso, un soggetto di diritti. Tale concezione sta alla base della selvicoltura sistemica e introduce elementi tecnici innovativi ed etici nella gestione delle foreste. "Tutti parlano di gestione forestale sostenibile - ha detto Ciancio - però quando si va nel concreto non si fa. Allora c'è bisogno di applicare i metodi scientifici che servono a salvaguardare il bosco nella sua integrità e per la conservazione della biodiversità perché questi sono interventi che danno una forte economia diffusa esterna e, quindi, danno grandi vantaggi economici a tutta la popolazione".

Il prof. Giuseppe Scarascia Mugnozza, del Consiglio Ricerche in Agricoltura dell'Università della Tuscia, oltre ad inquadrare in una visione planetaria l’argomento foreste e la loro importanza nell’equilibrio ecologico globale, ha trattato l’argomento, di grande interesse, legato ai “servizi  ecosistemici”. Beni e servizi che le foreste erogano ma che non hanno un prezzo corrispondente: la purezza dell’aria e dell’acqua, la bellezza del paesaggio, la ricreazione in foresta e altro. Il relatore ha presentato i risultati di studi sulla valutazione economica dei servizi eco sistemici delle foreste a livello mondiale.
La relazione del prof. Domenico Pierangeli ha illustrato due interessanti casi di studio in cui si dimostra come gli utilizzi pregressi (provati con documenti di archivio) hanno condizionato le dinamiche evolutive dei popolamenti forestali  in ordine agli assetti  vegetazionali e alla struttura degli stessi. Uno di questi casi di studio riguarda proprio un bosco misto di Abete-Faggio del Pollino nel comune di Terranova.

In apertura di incontro, il dott. Aldo Schettino, del Parco del Pollino, aveva illustrato le caratteristiche principali del Parco Nazionale del Pollino con particolare riferimento alle foreste del Parco, alla loro consistenza e alle tipologie forestali presenti, nonché al loro valore naturalistico e ambientale. Molto interessante l’excursus storico che delinea l’intreccio tra la storia forestale e la storia sociale dei boschi del Pollino. L’attività della Rueping s.p.a. (impresa forestale italo-Austriaca) che a partire dal 1910 utilizza le foreste del Pollino fino al 1933 e a seguire la Società Argentino, la Ditta Palombaro e altre che operano fino alla fine degli anni 60.

La tavola rotonda del pomeriggio ha previsto un primo giro di domande fatte dal presidente di Federparchi, Sammuri a tutti i partecipanti sulle tematiche forestali relative alle situazioni da loro rappresentate. Sono seguite delle presentazioni da parte del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata (dott. Antonio Racana e dott.ssa Antonella Lo Giurato) sullo stato della pianificazione forestale in Basilicata mentre Marco De Biase, di Legambiente Basilicata ha presentato la “buona pratica” che il Parco Nazionale del Pollino ha effettuato negli scorsi anni: “Costruiamo la rete di protezione civile nel Parco del Pollino”.

Ha concluso i lavori il direttore Formica, ringraziando tutti i partecipanti ed in particolare il sindaco di Rotonda, Pandolfi, nell’occasione padrone di casa.
Grande soddisfazione è stata espressa da tutti i partecipanti per la bontà e l’elevato spessore tecnico ed accademico della manifestazione, con l’augurio di continuare nel cammino del confronto e della collaborazione tra le diverse istituzioni preposte al settore forestale.



Roberto Fittipaldi

 
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